Questa mattina, 18 giugno, un giovane detenuto di origini albanesi (in carcere sembra per reati di droga e contro il patrimonio), all’apertura dei passeggi – con molta agilità – è riuscito a saltare il muro che delimita l’area giungendo nell’intercinta del carcere, per poi arrampicarsi sul muro di cinta (a quanto pare sguarnito) e dileguarsi. Ciò sarebbe stato possibile poiché l’agente di servizio questa mattina, oltre che vigilare sui passeggi, era costretto a gestire più posti di servizio compreso un piccolo reparto dove sono rinchiusi detenuti sottoposti a grande sorveglianza.
Purtroppo questa situazione è una prassi consolidata a Brindisi come in altre carceri della regione a causa della gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria, nonché del sovraffollamento di detenuti che è arrivato nella regione Puglia a sfiorare il 180% a fronte di un 135% nazionale. Proprio nei giorni scorsi il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, aveva denunciato con un ennesimo appello la grave carenza di personale presente nel penitenziario brindisino che con 120 poliziotti sulla carta (di cui circa una cinquantina a gestire i detenuti) devono sorvegliare quasi 270 ristretti invece dei 150 previsti dai posti disponibili.
Il Sappe denunciando la grave situazione presente a Brindisi aveva chiesto l’aiuto del prefetto, del sindaco dei politici brindisini a partire dai parlamentari regionali e nazionali inutilmente, per cui un manipolo di poliziotti penitenziari è rimasto da solo a gestire una situazione di grande sofferenza, che nessuno ha voluto vedere a partire dall’amministrazione penitenziaria a cui interessa solo riempire il carcere come un uovo. Proprio per questo il Sappe ha già preparato un esposto che consegnerà nei prossimi giorni alla magistratura di Brindisi ed in tutte le procure della regione, ove viene denunciato il fatto che tale grave carenza ed il sovraffollamento non più sopportabile, mette a grave rischio la sicurezza del penitenziario e dei poliziotti.
Inoltre si ritiene che gli eventi critici come l’evasione di oggi, ma anche , sucidi, aggressioni, tentati suicidi, rivolte, eventi critici , introduzione di materiale proibito(droga, telefonini) ecc. che si sono susseguiti fino ad oggi, si sarebbero, forse, potuti evitare qualora i Ministri della Giustizia ed i vertici del DAP responsabili della gestione dell’amministrazione penitenziaria avessero provveduto a rinforzare l’organico di poliziotti penitenziari di Brindisi e della regione almeno altre 400 unità , oppure sfollare il carcere brindisino e quelle della regione di almeno 800/1000 detenuti.