Caro don Donato,
in queste ore tu sei in terapia intensiva, sedato, mi dicono. Potrei chiudere qui la mail e lasciare in bianco una lunga pagina, con la certezza che tutto quel bianco parlerebbe e  direbbe più di tante parole. E tuttavia penso che ti fa bene leggere, e non dover così immaginare ciò che si agita nell’animo quando una persona, persino troppo ed esageratamente cara,  è in pericolo.. Non si può definire con un solo termine quello che stiamo provando, io, e centinaia di persone, insieme a me. È angoscia, paura, dolore e tenerezza insieme, voglia di potenza al di sopra dell’umano e del possibile per ricapitolare tutto ciò che accade e ti accade e portarlo ad una conclusione indolore, felice, serena.  E invece, come è giusto che sia e come è, si resta in attesa, in preghiera, in certi momenti persino superflua, perché il Signore capta prima le nostre pene e i nostri desideri e  li fa subito suoi. Ed è certo che è’ li con te, insieme a Sua madre, proprio oggi, Regina del rosario. Sono certa che in questo stato di sopore, di semi incoscienza, stai ripetendo le parole già dette in altra occasione di pericolo :” voglio vivere per cantare l’amore del Signore..” oppure ( ti prego, proprio no!), sei stanco delle continue sofferenze fisiche, e soprattutto di quei dispiaceri che ti abbiamo fatto patire noi laici dimenticandoci di te e dei tuoi insegnamenti, , stanco dei falsi profeti che si sono imbattuti in un servo fedele come te e, preoccupati e disturbati per e dalla ricchezza che ti porti dentro, hanno preferito lasciarti in un angolo.  “Rottamato”, dici sempre tu No, tu non sei così, tu vuoi ancora e ancora cantare l’amore del Signore!  Le  tue spalle forti e generose ti hanno sempre fatto assorbire e diluire i  dispiaceri con la preghiera , misericordia e perdono e soprattutto con l’umiltà e la mitezza che ti hanno da sempre caratterizzato e reso diverso . Per tutto questo, per tutto il bene che ti vogliamo, per l’amore che hai per i poveri, forza e coraggio! Un abbraccio
Francesca Giacomina