La storia antica delle Terme Romane di Malvindi è ricca di fascino e di valore storico. Si tratta di un complesso termale, probabilmente risalente al III-IV secolo d.C., costruito lungo un antico asse viario che collegava Oria a Valesio e Lecce, lungo il cosiddetto Limitone dei Greci. Le prime notizie sulla presenza di questa struttura risalgono alla fine del XIX secolo, mentre le uniche indagini archeologiche si sono svolte tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Si tratta di un sito archeologico straordinario, ancora parzialmente indagato, che ricade nel territorio di Mesagne, precisamente lungo la S.p. Mesagne-San Pancrazio, all’incrocio con la provinciale Cellino-Oria.
Le Terme Romane di Malvindi rappresentano oggi uno dei pochi esempi meglio conservati di edificio termale di epoca imperiale nell’area salentina. La loro storia recente, purtroppo, è stata segnata dal degrado e dall’abbandono.
Abbiamo incontrato Mimmo Stella consulente del Sindaco per i beni culturali.
Mimmo quali iniziative sono state intraprese e quali si prospettano per il futuro?
La prima iniziativa significativa risale al 12 giugno 2011, quando il Comitato Civico Terra di Mesagne, di cui ero presidente, insieme ad altre associazioni, organizzò il “Malvindi Day”. In quell’occasione, circa 100 persone parteciparono a un’escursione tra Masseria Malvindi e l’antico complesso termale, allora in condizioni di evidente degrado. Alla manifestazione parteciparono anche membri della giunta comunale dell’allora Sindaco Scoditti e il nostro attuale Sindaco Toni Matarrelli, allora consigliere regionale.
In quell’occasione proposi per la prima volta di destinare i fondi derivanti dal Ristoro Ambientale degli impianti di energia rinnovabile, come fotovoltaici, agrivoltaici ed eolici, al recupero e alla tutela delle Terme Romane di Malvindi. Un’idea che, purtroppo, ha richiesto anni di attese e di impegno, ma che oggi sembra finalmente avvicinarsi a una concreta realizzazione.
Negli ultimi anni, insieme al Sindaco Matarrelli, abbiamo lavorato anche sulla straordinaria scoperta della via Appia al Parco Archeologico di Muro Tenente, che ha portato Mesagne nel patrimonio mondiale UNESCO. Un percorso lungo e complesso, che ha richiesto energie e determinazione, ma che non ci ha fatto perdere di vista il nostro obiettivo principale: la tutela e il recupero delle nostre radici archeologiche, tra cui le Terme di Malvindi.
Siamo ormai alla fase finale: la società Ital Green Energy, della Marseglia Group SpA, dopo un lungo iter di ricorsi e controricorsi, ha ottenuto l’autorizzazione per un impianto agrivoltaico in contrada Moreno, con un’importante opera di compensazione destinata alla riqualificazione delle Terme Romane di Malvindi. La collaborazione tra la società, la Soprintendenza ABAP di BR, LE e TA e l’Amministrazione comunale ha permesso di perfezionare gli ultimi dettagli, garantendo che l’area archeologica rientri nella proprietà del Comune di Mesagne.
Desidero sottolineare come questa collaborazione rappresenti un passo fondamentale verso la valorizzazione del nostro patrimonio storico e paesaggistico. La partecipazione all’escursione del 2011 ha rappresentato un momento di conoscenza e di sensibilizzazione che oggi si concretizza in un progetto di recupero e tutela.
Ora, attendiamo con fiducia gli sviluppi di questa entusiasmante pagina di storia, immersa nella bellezza e nella natura straordinaria di Malvindi. Un patrimonio che racconta il passato, ma che può essere protagonista di un futuro di valorizzazione e di rispetto per le nostre radici.