
L’on. Matarrelli all’ingresso di Palazzo MonteCitorio
A proposito: che fine ha fatto la crisi al Comune di Mesagne? Dove sono andati i politologi locali che avevano già suonato il de profundis al sindaco Scoditti? A Roma? Sono stati tutti eletti? O forse stanno programmando una intervista con il prossimo Presidente del Consiglio (quale?) o con Papa Francesco? I cittadini ci incontrano per strada: “Prima scrivete che il Sindaco sta cadendo, che è crisi al Comune di Mesagne, che Scoditti (nel frattempo scaduto da miglior sindaco del mondo a pover’uomo) ha le ore contate e poi ci lasciate tutti con il fiato sospeso?”.
Cosa rispondere? Che non ci sarebbe stata crisi noi lo avevamo scritto a lettere cubitali subito, sin dall’inizio della querelle. Per un semplice motivo: non conviene a nessuno, neppure al centrodestra mesagnese che, manifesti elettorali a parte, sta sempre peggio.
Non conviene al centrosinistra che poggia la sua maggioranza sui numeri del movimento “Noi Centro con Ferrarese” (si chiama ancora così?) da tempo sottovuoto spinto in attesa delle decisioni di Ferrarese (o di Vizzino). Antonello Mingenti è delegato ai Servizi Cimiteriali, Maria Teresa Saracino ai Rapporti con le Istituzioni Scolastiche Territoriali, Todisco pensa al “pallone” e Gianfrancesco Castrignanò gioca a fare il capogruppo. La crisi non può certamente interessare i due assessori Vizzino e Zezza.
Sinistra Unita ha vice sindaco Canuto che, come ha detto Vincenzo Montanaro nell’ultima assemblea di partito, è quello che in Comune decide tutto. Maria De Guido si muove 24 h, Matarrelli stravince dappertutto e prepara le strategie per il futuro. Alle prossime amministrative chiederà l’alternanza alla guida del Comune: con o senza primarie. E allora perché fare proprio adesso la crisi? “Continuiamo a rafforzarci – dicono nel Sel – prepariamoci al dopo Scoditti anche perché nel Pd anziché organizzarsi continuano a lacerarsi e a fine legislatura si saranno auto estinti”.
E veniamo al Pd. In teoria dovrebbe essere dalla parte del sindaco Scoditti che è sua espressione, già segretario politico. In realtà non è così. Molti dirigenti di primissimo piano vorrebbero la chiusura anticipata della giunta Scoditti. “Abbiamo sbagliato – dicono -. Ma si può davvero mandare a casa il Sindaco voluto da noi?”. Potrebbe anche essere: è accaduto altre volte. Ma il Pd mesagnese non può farlo per un semplice motivo: perché da tempo non sa dove andare a sbattere la testa, perché al suo interno è diviso, perché non ha una strategia. E un partito che non ha idee, che non ha strategie, un partito dove i dirigenti di primissimo piano preferiscono parlare più su facebook che nelle assemblee di partito per non prendere posizione possono davvero provocare una crisi?
Lunedì scorso nell’ultima serata dell’assemblea cittadina l’ex assessore Vincenzo Montanaro, movimentando l’indice accusatore, ha dichiarato che tra i presenti ci fossero persone che nel segreto dell’urna hanno votato Grillo. Ha fatto la scoperta dell’acqua calda: certo che c’erano. E tanti pure. Noi aggiungiamo (ma anche lui lo sa e non l’ha detto per decenza) che c’erano anche elettori di Matarrelli. Un dirigente di partito che guarda avanti anziché alzare la voce e l’indice accusatore, però, dovrebbe chiedersi perché uomini e donne che continuano a partecipare ad assemblee del Pd poi in segreto votano Grillo o Matarrelli. Noi pensiamo che se quell’uomo o quella donna continuano a partecipare alla vita di partito sono ancora recuperabili. Ma ancora per poco. Aspettano che nel Pd mesagnese si facciamo analisi serie, si vada alle radici del malessere che da anni serpeggia nel partito. Diversamente la prossima volta quelle persone che ancora oggi partecipano agli incontri di partito andranno alle assemblee di Matarrelli o dei Grillini.