Qualcosa non va? Certo, è evidente. Da tempo. Ne fu consapevole anche l’ex sindaco Scoditti che promosse incontri (infruttuosi) con esperti del settore. Dire oggi che qualcosa non va é come scoprire l’acqua calda. I locali sono troppo piccoli e, per come sono stati ristrutturati, non sono appetibili nonostante che gli affitti siano ridotti. Quasi regalati. E ora che ne facciamo della piazza, come si potrà farla rivivere?
La storia. L’Amministrazione Molfetta ha indetto un’assemblea pubblica nel corso della quale ha avanzato una proposta di bando. Un incontro molto partecipato nel corso del quale l’Amministrazione avanzò una ipotesi. Si disse che era solo una proposta che poteva essere stracciata, modificata anche radicalmente. L’Amministrazione era pronta a valutare qualunque altra ipotesi. Ma dall’assemblea non emerse lo straccio di una idea. Furono dati venti giorni per produrre ipotesi alternative e inviarle all’ufficio Attività Produttive. Ne sono arrivate solo nove. Poche. E allora? La verità è che nessuno ha un’idea di come far rivivere la storica piazza. Questi i fatti. Certo è compito di chi governa proporre, dare soluzione ai problemi. Un compito gravoso. Un fardello. Il sindaco Molfetta non si è proposto per questo? In campagna elettorale disse che aveva una grande idea di governo della città. Annunciò che avrebbe subito riaperto l’ex piazza. “Vedrete – disse -.Votateci perché noi sappiamo come fare”. Invece… Attenzione però. Le associazioni di categoria non sono da meno. Neppure loro hanno un’idea. Chi meglio di loro che operano nel settore potevano (e possono) dare delle indicazioni. Che non abbiamo un’idea gli Amministratori è grave; che non l’abbiamo neppure loro è altrettanto grave.
Che ne facciamo dell’ex piazza Commestibili?
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