Sul nostro servizio di oggi intitolato “Domani primo incontro per discutere del nuovo Sindaco che siederà a Palazzo Celestini” i nostri lettori hanno postato molti interessanti commenti. Questa mattina abbiamo saputo dai diretti interessati che l’incontro previsto per domattina sarà molto interlocutorio. Quasi un incontro attorno ad un caffè. Invece il tempo stringe. Temiamo che non sanno ancora da dove incominciare, per dirla con la solita cattiveria. Molti mesagnesi si chiedono se ci sarà una evoluzione. A mio parere la maggioranza che ha governato ultimamente Mesagne ha i numeri per essere riconfermata. I mesagnesi, però, vogliono sapere in tempi brevi programmi e precisi obiettivi.
Si allega il commento di tale Luca Monte che, come scrivevo, mi sembra particolarmente interessante.
Marco Calò è certamente uno dei profili più vicini a Matarrelli. Avvocato, molto impegnato sul versante culturale, è una figura amministrativamente preparata. Non è un candidato che accende particolarmente entusiasmo o che porta grande brio, ma garantirebbe stabilità, affidabilità e continuità. Sarebbe una scelta rassicurante per il Presidente del Consiglio regionale Matarrelli. Il limite potrebbe essere un rapporto meno diretto con la città e una minore capacità di coinvolgimento popolare.

Francesco Rogoli, segretario provinciale del PD, potrebbe diventare il candidato qualora vi fossero stati accordi tra Matarrelli e il PD regionale. In questo caso la sua figura assumerebbe il valore di una candidatura di sintesi politica, utile a rafforzare il PD e a ricomporre equilibri interni al centrosinistra.
Anna Maria Scalera è la figura che più naturalmente potrebbe raccogliere l’eredità di Matarrelli. In questi anni da assessora è stata quella che maggiormente si è distinta, differenziandosi per capacità amministrativa, presenza politica e radicamento sul territorio. Ha mantenuto vicinanza alle persone, ascolto e concretezza, senza creare illusioni. Ha visione, conoscenza reale del territorio ed è amatissima dai cittadini di ogni età. È una donna forte, con esperienza politica ed amministrativa, con un consenso elettorale importante e una personalità autonoma. Proprio questa sua indipendenza di pensiero rappresenta insieme un punto di forza e una possibile criticità: pur essendo stata leale nelle giunte Matarrelli, ha sempre mantenuto una propria visione politica. Non so se Matarrelli sia così coraggioso da mettere in campo l’ unico cavallo di razza emerso e come guarderebbe a questa candidatura, qualcuno del PD, partito che ha lasciato anni fa. Certo è che potrebbe essere la prima donna sindaco di Mesagne.
Giuseppe Semeraro è un profilo fortemente istituzionale, molto corretto nei modi e con una solida preparazione amministrativa. Ha maturato esperienza politica significativa e conosce bene i meccanismi della macchina amministrativa. La sua cifra è la compostezza e la capacità di mantenere equilibrio anche nei passaggi più delicati. Il suo trascorso politico più marcato a destra può essere percepito da alcuni come un limite, ma in una fase storica in cui le appartenenze ideologiche contano meno rispetto alla capacità di governare, questo elemento potrebbe essere superato dalla sua competenza. Non è probabilmente il candidato più “popolare” o più incline al rapporto diretto e informale con la città, ma è sicuramente un profilo che trasmette affidabilità e senso delle istituzioni. In un contesto che richiede stabilità e rigore amministrativo, potrebbe rappresentare una scelta solida e credibile.
Infine, si può immaginare anche una candidatura legata alla famiglia Vizzino, che avrebbe il senso politico di ricostruire quell’alleanza andata in frantumi con le elezioni regionali e ricomporre il quadro di una coalizione più ampia. Penso in particolare a Gino Vizzino, sindacalista, figura esperta e preparata sul piano politico e amministrativo. È certamente un profilo più avanti con l’età, ma con una storia solida alle spalle. Tuttavia, appare poco probabile che Matarrelli possa cedere una postazione così strategica a una figura di questa tipologia, considerati gli equilibri attuali.
Detto questo, in politica nulla è mai scontato: non si può escludere che, per non scontentare nessuno e per mantenere un equilibrio complessivo tra le varie componenti, possa emergere dal cilindro una figura esterna, magari un imprenditore o un professionista, scelta come soluzione di mediazione capace di tenere insieme tutti.
insomma, il 90% dei futuri candidati “in perfetta continuità con” e/o “particolarmente vicini a” :)) Annamo bene!