Domenica 18 settembre, con inizio alle ore 20.00, nell’atrio del castello Normanno-Svevo di Mesagne, Emanuele Castrignanò presenta “Come eravamo negli anni 70”. Un revival di fatti, personaggi, poesie e canzoni interpretate dal gruppo musicale “La Compagnia group”. Emanuele ci parlerà della Mesagne di allora, dei personaggi pubblici e della gente umile. “Culacchi”, aneddoti, “cunti” di quella Mesagne quando noi giovani indossavamo, petto in fuori, pantaloni a zampa, tessuti sintetici, camicie particolari e, con i capelli lunghi sull’onda del ’68, contestavamo tutto e tutti. Noi c’eravamo.

Emanuele Castrignanò
Emanuele ha condotto un’interessante ricerca sfogliando le pagine patinate e le foto ingiallite di quegli anni, e ha rivelato quanto fossimo agli antipodi rispetto ai canoni della vita moderna. Il paragone con oggi? Fa solo sorridere. Mette in luce quanto le figure maschili e femminili siano state letteralmente stravolte in quarant’anni. Mangiavamo bovoloni e biscotti della nonna, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo gassose e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare. Facevamo giochi con le palline di vetro e le figurine di Sivori e Altafini. Si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
Uscivamo a giocare con l’obbligo di rientrare prima del tramonto. La scuola durava fino a mezzogiorno, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà). Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi. I pochi fortunati che andavano in auto non avevano cinture di sicurezza né airbag; in bicicletta non portavamo il casco; bevevamo l’acqua dal rubinetto invece dell’acqua minerale; trascorrevamo ore ed ore costruendoci “moto-pattini”, “li zeppuri”, la “pupa di pezza”, giocavamo a “cavallu d’oro”, con “li truddi”. Non avevamo computer e internet ma, in compenso avevamo invece tanti amici, uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello e scappavamo. In villa comunale lui, c’era il guardiano, Mitrugno, che ci faceva tremare.
Emanuele ha inserito le nostre foto degli anni 70, quando non più ragazzini cominciavamo a vivere la vita da adulti, qualcuno di noi ancora studente, chi alle superiori chi all’università, altri già nel mondo del lavoro, qualcuno (?) anche sposato e con qualche figlio. Condividevamo una sigaretta in quattro. Non avevamo cellulari, playstation, videogiochi, alla televisione (con la nebbiolina) vedevamo “Lascia o Raddoppia” di Mike Bongiorno e “Il Musichiere” di Mario Riva. Come abbiamo fatto? Chi non studiava e perdeva un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psico-pedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche schiaffone e ripeteva l’anno.
Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a vivere.