
Riceviamo e pubblichiamo.
“Il traguardo di metà consiliatura non è un punto d’arrivo ma un’occasione di ripartenza: è questa la sollecitazione che voglio indirizzare, rivolgendomi direttamente al sindaco Franco Scoditti. Il bilancio dei due anni e mezzo trascorsi alla guida di una amministrazione comunale di centrosinistra non può certamente dirsi fallimentare. D’altro canto, però, occorre mettersi seriamente in ascolto della città , prestare orecchio ad istanze che rischiano di sembrare inascoltate, trascurate, disattese. Spesso il primo cittadino ha dato l’impressione di perdersi nei mille rivoli della polemica inutile, o di concentrare la propria attenzione su questioni di minore entità , magari tralasciando di affrontare e risolvere le più importanti vertenze segnalate dalla nostra comunità civile. Anche il rapporto con il suo partito d’origine sembra averlo distratto o addirittura confuso, impegnandolo su fronti che poco o nulla hanno avuto a che vedere con le reali esigenze del territorio. Diciamo che è giunta l’ora di troncare di netto con i comportamenti più equivocabili fin qui dimostrati e di assumere compiutamente la responsabilità di dare risposte esaurienti ai nostri concittadini. E quale migliore momento se non quello di un confronto tra le forze di maggioranza? Di un’analisi approfondita, aperta e leale tra partiti e istituzione, mettendo sul tavolo anche la disponibilità ad ammettere errori e mancanze?
Sono fiducioso che ciò avverrà , con il contributo sereno, leale e decisivo di ciascuna parte chiamata in causa: in primo luogo lo stesso sindaco, poi gli assessori, i consiglieri comunali e i gruppi dirigenti dei partiti che sostengono l’amministrazione comunale. Con un convitato di pietra, la cui presenza è tanto autorevole quanto imprescindibile: la città intera. Perché è alla città che Scoditti deve sottoporre l’attività di governo fin qui svolta, individuandone le falle, elaborando soluzioni efficaci tanto sul piano della immediata praticabilità , quanto sotto il profilo della credibilità politica ed etica. Per me è chiaro: il Palazzo deve aprirsi ai cittadini ed anzi liberarsi perfino dalle intenzioni di chi vorrebbe presidiarlo, forse immaginando di poter restaurare antichi e nocivi malvezzi. Perché è necessario che non sia neppure prefigurabile che l’interesse particolare possa mai avere il sopravvento su quello generale. L’unica via percorribile è quella della sintonia con la città , una sorta di intesa armonica e trasparente con ogni settore della società mesagnese. Il sindaco non trascuri alcuno, si faccia promotore di un rilancio convincente dell’azione politica ed amministrativa del centrosinistra: il danno causato dal perdere questa occasione potrebbe essere irreparabile“.
Antonio Matarrelli Consigliere Regionale SEL
ALLORA LA PAGINA DI “MISCIAGNI PORTAGRANDI ” NON ERA IMPAZZITA QUANDO DICEVA:CHE VOGLIAMO UN SINDACO E UN L’ AMMINISTRAZIONE PIU’ VICINA AL POPOLO…!!!!!!!