Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto l’istanza con cui la difesa, rappresentata dagli avvocati Cinzia Cavallo e Marcello Falcone, aveva impugnato il decreto del Ministro della Giustizia. Per Antonio Vitale (nella foto d’archivio) alias il Marocchino, è stato confermato il 41-bis dove si trova dal 1999. Oggi Vitale ha 48 anni ed è in cella da 29 anni, ossia da quando aveva 19 anni. Da detenuto si è diplomato e si è iscritto all’Università. Vitale è ritenuto uno dei capi della Sacra Corona Unita, condannato in via definitiva con l’accusa di aver diretto l’associazione di stampo mafioso e di aver fatto parte del cosiddetto “clan dei mesagnesi” che nel frattempo, grazie ai pentiti, ha perso numerosi pezzi. Per i prossimi due anni Vitale sconterà la pena a cui è condannato al 41 bis, in condizione di isolamento massimo, in una cella singola, senza accesso a spazi comuni come la palestra, con un’ora d’aria al giorno. I colloqui con i familiari continueranno ad essere limitati, senza contatto fisico essendoci l’obbligo di un vetro a dividere il detenuto e i parenti, una telefonata al mese con quelli autorizzati, controllo della corrispondenza spedita e ricevuta. Gli avvocati difensori hanno deciso di ricorrere in Cassazione.
Confermato il carcere duro ad Antonio Vitale. Pronto il ricorso in Cassazione
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