Consiglio comunale turbolento ieri pomeriggio a Mesagne. La maggioranza di centrosinistra ha respinto l’emendamento presentato dall’opposizione di centrodestra che chiedeva l’azzeramento dell’aliquota Tasi per le aree edificabili della zona C. Successivamente ha approvato i valori venali in comune commercio delle aree edificabili per l’anno 2014 ai fini Imu oggi Iuc. Le zone C, le cosiddette zone di espansione, sono ben 12 per 160 ettari di terreno che prevedeva insediamenti abitativi per oltre 15 mila abitanti. Errori storici macroscopici fatti in passato mai sanati.
Per l’assessore Rosanna Saracino sarebbe da irresponsabili prendere la decisione di ridurre le aliquote che riguarda solo una stretta fascia di cittadini. Un discorso che non hanno gradito i proprietari di aree ricadenti nelle zone C che con il consigliere comunale di centrodestra, Carmine Dimastrodonato, hanno formato un comitato civico, e che erano presenti in aula. Sulla spinosa questione sono intervenuti per l’opposizione Semeraro, Magrì e Dimastrodonato, mentre per la maggioranza ha parlato solo il capogruppo di Sel, Pompeo Molfetta.
La minoranza ha accusato la giunta Scoditti di aver aumentato una serie di aliquote per fare cassa con il risultato di vessare ancora di più i suoi cittadini. “Azzerare le aliquote di quelle aree che di fatto non sono edificabili è una scelta politica – hanno sostenuto -. Costringerete i cittadini a pagare la retroattività con mora dal 2008”. Per Pompeo Molfetta l’Amministrazione deve attivarsi per trovare una soluzione a questo annoso problema che tutte le amministrazioni che si sono succedute alla guida della città hanno lasciato nel cassetto.
Al momento del voto sull’emendamento, i consiglieri di opposizione sono usciti dall’aula per far mancare il numero legale. L’emendamento è stato respinto con i soli voti (10) della maggioranza.
Successivamente l’assessore Caforio ha relazionato su Conto Bilancio 2013. Eliminazione dei residui attivi e passivi. Un bilancio complessivo di 53 milioni di euro. “La difficoltà – ha detto – sta nel riscuotere perché le spese di gestione quelle si che sono puntuali. E allora dobbiamo essere bravi a riscuotere e dobbiamo ridurre la spesa corrente che comunque sotto controllo”. Per l’anno in corso l’avanzo di amministrazione è di 1 milione 130 mila euro”. Per l’opposizione il bilancio consultivo è figlio di un bilancio preventivo sballato.