Sui consorzi di bonifica commissariati occorre cambiare strada. E bisogna farlo subito. Gli agricoltori che hanno avuto i loro uliveti colpiti da Xylella, non devono pagare i tributi. I consorzi di bonifica devono adempiere appieno alla loro mission. Nelle zone in cui vi sono i consorzi commissariati, gli agricoltori negli ultimi decenni non hanno avuto alcun beneficio dalla presenza degli stessi. E’ impensabile, dunque, che i costi dei consorzi possano gravare esclusivamente sugli agricoltori e, soprattutto, dopo circa 11 anni di immobilismo, non è possibile chiedere alle aziende agricole di farsi carico di interventi ormai da considerarsi straordinari.
E’ quanto è stato detto ieri nel corso di un incontro presso l’assessorato regionale all’Agricoltura.
I consorzi non sono attivi, non espletano né offrono alcun servizio, non presiedono alle loro funzioni che ormai restano soltanto sulla carta e sulle cartelle di pagamento. Fatta eccezione per la parte settentrionale della Puglia, questa è una situazione che accomuna gran parte del restante territorio regionale. Nelle ultime settimane, dai consorzi di bonifica commissariati stanno arrivando agli agricoltori nuove cartelle e i relativi solleciti di pagamento. In molti casi si tratta di somme relative ai servizi di bonifica riguardanti l’anno 2019, 2020 e 2021 per il tributo 630, i tributi 648 e 750. “
I consorzi commissariati non funzionano, non erogano alcun servizio di bonifica dei terreni, non fanno progettazione e programmazione, non danno risposte né sulla difesa del suolo né sulle opere di infrastrutturazione irrigua.
“Per questo motivo – si è detto durante l’incontro – non è più derogabile una riforma complessiva dei consorzi di bonifica commissariati e il saldo e stralcio delle cartelle di pagamento. La situazione è particolarmente assurda nel Salento, territorio devastato dalla Xylella e dove attualmente le aziende agricole non hanno reddito e stanno cercando di andare avanti ugualmente, tra debiti e sacrifici. La posizione dell’organizzazione sindacale degli agricoltori è chiara ed è stata già espressa nei mesi scorsi durante un incontro con i rappresentanti dei cinque consorzi di bonifica pugliesi commissariati. L’associazione contesta la procedura relativa al contributo 630 e chiede, per l’ennesima volta, che i consorzi tornino realmente a funzionare, perché ad oggi pretendono il pagamento di contributi senza erogare i servizi che ne giustificherebbero il pagamento. L’utilità e l’assoluta importanza della funzione che i Consorzi di Bonifica dovrebbero svolgere non è condizione sufficiente a giustificare, senza condizioni, il pagamento del contributo di bonifica”.
Basta con le parole dette e ridette da anni, nell’incontro con l’Assessorato preposto è stato detto” I consorzi non sono attivi, non espletano né offrono alcun servizio, non presiedono alle loro funzioni che ormai restano soltanto sulla carta e sulle cartelle di pagamento. Fatta eccezione per la parte settentrionale della Puglia” cosa ha risposto l’Assessore e che si aspetta a metterli FUORILEGGE?