L’ipotesi che il Paese possa restare fermo addirittura fino al 16 maggio rischia di far chiudere un gran numero di aziende.
“Ciò nonostante, è nostro compito tentare di riorganizzare il futuro per non farsi cogliere impreparati nel momento in cui sarà possibile immaginare l’avvio della ripresa – spiega Angelo Contessa, presidente del Consorzio Stabile “Alveare Network” -. Noi riteniamo che sia necessario correggere gli errori che potrebbero compromettere proprio la fase di riavvio”. Secondo Contessa un elemento su cui occorre un immediato chiarimento normativo è il contenuto del DL “Cura Italia” in cui il Covid-19 viene definito sia come malattia (quarantena), che come infortunio sul lavoro. “Siamo di fronte ad una assurdità, visto che si scaricano sugli imprenditori responsabilità gravissime. Il tutto, perché i lavoratori trascorrono solo una parte della giornata in cantiere, mentre le restanti ore le trascorrono a casa e quindi fuori da qualsiasi forma di tutela e di controllo da parte dell’azienda. Quanto stabilito, invece, se non chiarito opportunamente, rischia di far cadere tutto sulle spalle dell’imprenditore, con conseguenze negative facilmente immaginabili”. Per il Presidente del Consorzio Stabile “Alveare Network”, in attesa che il Governo inverta la rotta e introduca regole più obiettive, è compito di tutti convivere con il virus. “Prima di ripartire – conclude Contessa – le imprese prendano consapevolezza della necessità di adeguare i propri adempimenti alla presenza di questo problema e si attrezzino con con i test sierologici che consentono di escludere contagi e di identificare chi ha avuto contatti con il Covid-19”.
Contessa: “Per rimettere in marcia il Paese occorrono urgenti chiarimenti normativi”
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