Lo avevamo anticipato nell’edizione di ieri. Non siamo tecnici, e nemmeno facili profeti. Siamo allarmisti, disfattisti. Così ci hanno definiti ieri per il servizio che avevamo pubblicato. Quando si tratta di problemi di sicurezza pubblica, lo saremo sempre. Statene certi. Piaccia o no.
ALLARME E’ scattato ieri nel pomeriggio. Esattamente come quel lontano 1 aprile del 1986. Anna, Angela,
Giuseppe, Manuela, Marco, ecc, tutti residenti nel comparto interessato, tra via Eugenio Santacesarea, via Dei Tosches, piazzetta Dei Tarallo, piazza Dei Resta, via Dei Destro, ecc. questa volta hanno preferito telefonare direttamente ai Vigili del Fuoco del capoluogo. Per fortuna. “Correte, qui sta crollando tutto”. Anna nel primo pomeriggio ha visto cadere alcuni oggetti da uno scaffale. Ha sentito scricchiolare i muri e il pavimento. Presa dal panico si è affacciata alla finestra per chiedere aiuto.
SOLIDARIETA’ Il sostegno umano in questo vecchio quartiere della città esiste ancora. Eccome. Nessuno viene mai lasciato solo. La solidarietà é un valore che si è perso? Sarà, ma non qui, nel centro storico di Mesagne, nel “cuore” della città. Qualcuno la chiama connivenza. I Vigili del Fuoco si sono precipitati sul posto accompagnati da una pattuglia della polizia locale. Poi tutti gli altri. Sindaco, vice sindaco, assessori, tecnici del Comune, Forze dell’ordine. La notizia si è sparsa in città. Sono arrivati anche tanti curiosi che hanno tenuto salotto mentre si lavorava.
Le prime verifiche in via Eugenio Santacesaria, in un ristorante, in un garage dove nel pavimento due-tre giorni addietro si era aperta una buca. Poi il monitoraggio è continuato in alcune abitazione di via Tosches, angolo piazzetta dei Tarallo, ecc. In serata, intorno alle ore 20.00, sono arrivati sul posto i tecnici dell’Acquedotto pugliese che con particolari strumenti “cerca perdite” hanno sentito il flusso dell’acqua individuando i primi punti dove la condotta idrica perde acqua. Probabilmente, ma è più di una ipotesi, la perdita dovrebbe essere stata provocata dall’aumento della pressione dell’acqua nelle vecchie condotte. Chi sia aumentata anche la falda idrica? Certo, le piogge avranno probabilmente accentuato il fenomeno. Ma il problema è stato provocato dalla rottura delle condotte. L’acqua fuoriuscita nel sottosuolo ha fatto il suo percorso svuotando e portando via tutto il materiale di riempimento utilizzato nelle abitazioni. In queste case le stanze sono state costruite e pavimentate su riempimenti che sono stati svuotati dall’acqua. Sotto al garage di via E. Santacesarea anticamente c’era certamente un’altra stanza. E’ esattamente lo stesso fenomeno del 1986. Allora non furono sostituite tutte le condotte ma solo quelle del comparto che stava sprofondando. Ora si sono rotte anche le condotte di quest’altra maglia del centro storico.
COSA FARE Appena i tecnici avranno completato il monitoraggio, si dovrà intervenire per bloccare la fuoriuscita di acqua. Nel frattempo è stata chiusa l’erogazione dell’acqua. Si tratta di un intervento che non si potrà fare nel giro di poco tempo. Ma bisogna intervenire subito, senza perdere un solo giorno. Poi sarà necessario predisporre un piano completo per prevenire altri casi. Un piano di monitoraggio di tutto il centro storico dove esistono ancora vecchie condotte. Si tratta di una vasta zona, non solo di una strada o di una casa.
LE TESTIMONIANZE. Domenica 12 gennaio, quando ancora non c’era stata la pioggia, alcuni residenti avevano notato la fuoriuscita di acqua dai tombini dell’acquedotto e dal basolato di via Eugenio Santacesarea.
Ieri sera erano indecisi se lasciare o meno le loro abitazioni. Sino a tarda ora aspettavano indicazioni fuori dalle loro case. Qualcuno aveva già provveduto a trasferirsi presso qualche parente. Altri non volevano saperne di andare via. Tutti scoraggiati, volti stanchi, bianchi. “Qui non si dorme da giorni”, avevano detto già l’altro ieri. Anna, Manuela, Angela, Marco, Giuseppe, ecc. aspettano. Con paura, ansia, preoccupazione. La stessa preoccupazione che alberga nell’animo del sindaco Scoditti: “Questo problema ci mancava ed eccolo arrivato. Non ci stiamo facendo mancare proprio nulla”.


