Siamo in via Rovigno, nei pressi di via Antonio Falcone, quartiere Impalata. Troviamo quasi nascoste in un ginepraio di stradine le vecchie abitazioni per contadini costruite dall’Istituto Autonomo Case Popolari
alla fine degli anni 70. Sono quindici le famiglie che abitano e che si sentono abbandonate da tutti. “Quando alcune volte ci siamo rivolti al Comune ci hanno risposto che le case sono dell’Istituto Autonomo Case Popolari e che quindi ci dobbiamo rivolgere a loro. Figuriamoci. Non ci rispondono neppure a telefono”, dicono alcuni residenti. “Solo quando arrivano le bollette e siamo alla vigilia delle elezioni si ricordano che anche noi siamo cittadini di Mesagne”, aggiungono. Delle sedici abitazioni una è chiusa da cinque anni. Ingresso e finestre furono murate quando morì l’inquilina. “Con tante tante famiglie con bambini che non hanno una casa, si permettono di far marcire una abitazione che potrebbe tornare utile”. Sul retro della casa, un cortile che è diventato ricettacolo di rifiuti. “Abbiamo più volte protestato, ma nessuno mai ha provveduto a rimuovere i rifiuti abbandonati. In uno spazio sono abbandonate anche alcune bombole di gas vuote che sono un pericolo per i nostri bambini del caseggiato. Da quel cortile escono ratti di grosse dimensioni che entrano nelle nostre case che in questi giorni di caldo torrido teniamo aperte”, dicono preoccupate le mamme dei bambini che circolano per l’unica stradina.
