
Ieri pomeriggio Massimo D’Alema ha partecipato alla manifestazione organizzata dal Pd di Mesagne nell’auditorium del Castello affollato di militanti ed elettori. Con D’Alema c’erano l’europarlamentare Gianni Pittella, il candidato al Senato Vincenzo Montanaro, il segretario della sezione di Mesagne Alessandro De Nitto e Damiano Franco. In platea i sindaci di Mesagne e Brindisi, Scoditti e Consales, il senatore Tomaselli, il segretario regionale Pd Blasi, il consigliere regionale Romano e numerosi dirigenti del partito.
Prima di D’Alema sono intervenuti Damiano Franco, Vincenzo Montanaro e Gianni Pittella.
Massimo D’Alema, per la prima volta non candidato (…ma se il Paese avrà bisogno di me sa il mio indirizzo), ha ricordato la compostezza avuta dalla città di Mesagne in occasione del tragico evento durante il quale perse la vita la giovane Melissa Bassi, ha parlato di Beppe Grillo (“sono segnali inquietanti, ma la piazza va rispettata perché la gente è arrabbiata. Dal palco si scarica una violenza distruttiva: bombardare il Parlamento dando le coordinate ad Al Queda; processare i politici, sciogliere i sindacati; lotta agli immigrati. Ci sono elementi di fascismo. E lo stile è impressionante”; del sud dimenticato da Berlusconi (“..nel 2001 il Sud era tornato a crescere più del Centro-Nord, poi c’è stata una progressiva riduzione degli investimenti pubblici in tutti i settori. Siamo alla fiera delle facili promesse, a chi la spara più grossa. Stiamo assistendo ad una campagna elettorale delle facili illusioni e anche i cittadini che hanno votato Berlusconi hanno delle responsabilità”.
“Noi stiamo cercando di riproporre una politica seria e Bersani ha presentato tante idee interessanti per rilanciare l’economia, tagliare la spesa militare, pagare i debiti alle imprese, attuare un piano per l’occupazione giovanile, rimodulare l’Imu per le persone più povere e i pensionati”.
E su una eventuale apertura con Monti? “Noi speriamo di avere una maggioranza alla Camera e al Senato. Diversamente Bersani dovrà allargare la maggioranza proponendo un patto di legislatura alle forze moderate e democratiche. Lo farà da una posizione che gli deriva dall’essere il candidato premier del primo partito del Paese, senza ricatti, e con la prospettiva che non si potrà continuare con l’austerità”.