Dall’esclusione, all’incontro. Una rappresentanza dei malati psicofisici assistiti dalla Cooperativa Sociale O.s.a. (Operatori Sanitari Associati) DI Mesagne sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Francesco. L’iniziativa di portare il gruppo di persone non autosufficienti a Roma è nata dall’amicizia che da tempo lega il Santo Padre con il presidente della cooperativa Giuseppe Milanese. Conoscenza consolidata da quanto Papa Francesco era cardinale a Buenos Aires.







“Santità, Le chiediamo la santa Benedizione e di custodirci nella preghiera affinché possiamo continuare a svolgere la nostra missione con umiltà e amore verso il prossimo. La Sua preghiera possa accompagnare il nostro servizio, essere linfa che nutre i nostri cuore e le nostre mani”. Questo il messaggio che una operatrice socio-sanitaria ha consegnato a Sua Santità e firmato dagli operatori che lavorano presso la Rssa Villa Bianca e casa Melissa di Mesagne.
Una giornata vissuta intensamente da assistiti e accompagnatori, con tutti i sentimenti che si possono immaginare. Una gioia indescrivibile per queste persone che hanno affrontato un viaggio lungo e disagevole per le loro difficili condizioni. Una gioia particolare per le tre suore camilliane che hanno arricchito la Residenza Casa Melissa una volta terminato il loro rapporto con l’azienda sanitaria dell’Asl Br1 dopo molti decenni di impegno e apostolato tra gli ammalati e le corsie dell’ospedale San Camillo de Lellis di Mesagne.
Papa Francesco ha avuto per ognuno di loro una parola di conforto, una carezza, assicurando a tutti la sua personale preghiera abbracciando uno a uno gli ospiti di Villa Bianca Casa Melissa.
Il presidente Milanese ogni volta ripensa alle parole che gli disse la prima volta che si incontrarono in Argentina. “Non una dottrina ma un’esperienza è la storia che da 2000 anni attraversa il mondo, fatta di santi e peccatori che, grazie ai primi, possono avere il cuore pieno di lacrime e sentirsi abbracciati. Oggi abbiamo vissuto un altro momento così e per questo si può solo ringraziare”.
Il significato di questa iniziativa. “Ho chiesto al santo Padre di riceverci come segno di vicinanza e attenzione a queste persone e, se vogliamo, anche a un territorio come la Puglia che, nel sud dell’Italia, può diventare esempio nel settore proprio dell’assistenza alle persone più deboli. Sono persone che devono essere messe al centro delle nostre attenzioni . I nostri assistiti hanno chiesto al Santo Padre di non essere esclusi – ha detto il presidente Giuseppe Milanese -. Persone fragili alle quali la famiglia non riesce più ad assicurare a livello domiciliare una assistenza adeguata, intorno alle quali stiamo cercando di costruire un ambiente carico di affetto e di assistenza. La fatica di portare queste persone a Roma è stata ripagata da un incontro che tutti ricorderanno come una carezza di Dio. Un grazie va anche ai nostri operatori che ogni giorno alleviano con cuore e professionalità la vita dei nostri ospiti”.






