Il consigliere comunale Carmine Dimastrodonato (Gruppo Misto) interviene su quanto accaduto domenica sera, poco dopo le ore 20.00, quando dalla colonna votiva della Madonna del Carmelo, protettrice di Mesagne, situata all’ingresso principale della villa comunale a quell’ora stracolma di persone che passeggiavano, sono caduti alcuni pezzi da una cornice dell’antico manufatto. E’ stato solo un caso che i pezzi non siano caduti in testa ai numerosi giovani che di solito preferiscono sostare seduti sugli scalini della colonna.
“Tra storia e devozione”: è il titolo della mostra documentaria organizzata lo scorso febbraio scorso dal Servizio Archivio Storico del Comune di Mesagne, per proporre una ricostruzione storica del monumento ex voto sito in Villa Comunale. Una storia che ricollega la città ai grandi mutamenti economici, sociali e politici nel continente europeo del XIX secolo; un viaggio a ritroso attraverso i documenti che permette di ripercorrere il drammatico diffondersi dell’epidemia colerica e la conseguente paura che sfocia negli atti di devozione popolare.
Carmine Dimastrodonato ricorda quando, nel 2008, nella veste di assessore ai Lavori Pubblici della giunta del sindaco Enzo Incalza, intervenne per far rimuovere l’impalcatura che da mesi teneva imprigionata la colonna. “Eravamo alla vigilia della tre giorni delle festa patronale e ricordo che dovemmo intervenire energicamente con la ditta che aveva eseguito i lavori di restauro per far togliere l’impalcatura che non era un bel vedere in quei giorni. Come al solito – continua Dimastrodonato – la burocrazia aveva bloccato il completamento dei lavori. Per intervenire sulla ristrutturazione della statua della Madonna era necessario un parere della Sovrintendenza alle Belle Arti che tardava ad arrivare. Il sindaco Incalza a quel punto dovette firmare un’ordinanza per rimuovere l’impalcatura con l’impegno che i lavori sarebbero proseguiti appena giunto il parere dalla Sovrintendenza”.
Poi, è storia, il sindaco Incalza lasciò l’incarico, arrivò il Commissario Prefettizio, nuove elezioni, la giunta del sindaco Scoditti. Gli anni sono passati, della ristrutturazione della colonna votiva nessuno più ne ha parlato, progetto e parere sono rimasti nel dimenticatoio. Sino a domenica sera quando sono caduti alcuni frammenti di un cordolo della struttura.
Pronto l’intervento dei tecnici del Comune e del sindaco Pompeo Molfetta: l’area circostante è stata transennata e gli uffici stanno predisponendo un progetto per rivedere lo stato di salute dell’antica colonna simbolo di Mesagne “Civitas Mariae”.
“Il problema – conclude il consigliere di opposizione Carmine Dimastrodonato – è sempre quello del mancato controllo dei lavori. Sicuramente il progetto di ristrutturazione della colonna votiva aveva un direttore dei lavori: bene. Mi chiedo come sono stati eseguiti i lavori, sono stati fatti i controlli, il collaudo finale è stato effettuato?”.
La colonna votiva? Lo stesso problema è stato riscontrato in occasione dei lavori di sistemazione delle strade urbane, della pavimentazione della villa comunale, dello stadio di contrada Tagliata, ecc., ecc.
Il sindaco Molfetta, sia dal suo insediamento, ha più volte ribadito che questo è un problema prioritario del suo mandato e che entro l’anno questi (ed altri) problemi saranno risolti. La città aspetta.
Dimastrodonato: “Mancano i controlli sui lavori fatti”
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