I LETTORI CI SCRIVONO Buonasera direttore, le scrivo per segnalarle un atto vandalico, presumibilmente da parte di ragazzi, sulla mia auto, in via Federico II Svevo. L’episodio si è verificato nella notte tra il 23 ed il 24, o quella successiva. È stato rotto lo specchietto retrovisore, divelto il tergilunotto e rotto il gruppo ottico posteriore. Preoccupano molto, se la mia supposizione fosse esatta, queste manifestazioni di violenza e ribellione gratuita, sempre più frequenti, ma ancor di più le cause: assenza alle spalle dei ragazzi di famiglie capaci di indirizzarli verso una cittadinanza civile, consapevole ed attiva. Ma anche, purtroppo, l’uso di sostanze, compreso l’alcol, che ne alterano la coscienza ed il comportamento. Spiace anche che il progetto del potenziamento del sistema di videocamere non sia stato ammesso, per quanto ne so, a finanziamento. Mi auguro che lo sforzo che le forze dell’ordine stanno profondendo sul territorio possa ridurre il fenomeno dello spaccio e dell’uso dell’alcol come strumento che ai ragazzi appare come liberatorio e che, invece, li rinchiude in una prigione. Sogno, lo dico da docente a docente, una scuola dell’inclusione, a tempo pieno, con docenti e ragazzi a scuola fino al pomeriggio, a fare sport, musica, danza, compiti in gruppo, e poi a casa con la famiglia, o con gli amici, senza l’incubo dei compiti. Ma ci vogliono finanziamenti, capitali, soldi… Speriamo che questa crisi politica non ci faccia perdere il treno del PNRR, e che si investa sul futuro, che altro non è che i nostri ragazzi. Uno specchietto si ripara, una vita a volte no…
Docente preoccupato sogna una scuola dell’inclusione
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