Domani 13 febbraio, alle ore 17,30, all’auditorium del Castello si parlerà di Xylella con l presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, il direttore regionale Pietro Piccioni, il presidente di Coldiretti Brindisi, Giovanni Ripa, Antonio Matarrelli, Sindaco di Mesagne, Maria Saponari dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del C.N.R. di Bari, Roberto D’Ancona, consigliere delegato all’Agricoltura Comune di Mesagne, Lorenzo Laghezza di Agrimeca, Andrea Rossi, responsabile Impiantistica Cal Consorzi Agrari d’Italia.
La Regione Puglia sarà l’ente responsabile dell’attuazione della misura, avvalendosi dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) per l’erogazione dei fondi. Il piano di sostegno prevede che le risorse siano destinate alle aziende agricole nelle zone infette, con l’esclusione delle aree soggette a misure di contenimento, con gli aiuti concessi, fino a un massimo di 15.000 euro per ettaro, per interventi di reimpianto con cultivar resistenti o per la conversione a colture alternative individuate dal Comitato fitosanitario nazionale.
“Ma serve anche il secondo piano per la rigenerazione delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa in Puglia, perché sono 115mila gli ettari rimasti fuori dal primo piano di 300 milioni di euro, un impegno urgente da attuare con il coordinamento ed il sostegno alle attività di ricerca ed un pieno e consapevole coinvolgimento delle Istituzioni regionali, nazionali e dell’Europa sul problema Xylella”, insiste Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. .
“La zona di contenimento si è allargata a nord – dichiara il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni – e il fronte della malattia è molto ampio, le ‘eradicazioni chirurgiche’ vanno attuate tempestivamente, ma soprattutto vanno attivate misure a beneficio di tutto il territorio colpito per espiantare tutti gli ulivi secchi che ancora incombono nelle campagne e finanziare misure per i reimpianti e la ripresa piena dell’attività olivicola e agricola in generale con la diversificazione, con la piena attuazione del primo piano di rigenerazione ed il finanziamento – attuando una piena sburocratizzazione delle misure – di un secondo piano perché le risorse a disposizione sono del tutto insufficienti”.