Dura presa di posizione di Drissa Kone (nella foto) presidente della comunità africana di Brindisi e provincia, sul grave episodio interviene su un episodio di discriminazione razziale che si sarebbe verificato a Mesagne nei giorni scorsi dove ad una giovane donna nigeriana sarebbe stato negato l’affitto di un’abitazione in quanto africana. “L’episodio di razzismo accaduto a Mesagne è deplorevole. La difficoltà a individuare una casa in affitto è maggiore per gli stranieri africani più che per gli americani, cinesi ecc.. sembra proprio che il “colore della pelle” sia una discriminante più importante rispetto a un contratto di lavoro o una regolare busta paga. Da anni aiutiamo i nostri fratelli nella ricerca di una casa ed un contratto d’affitto. Le giustificazioni che seguono ai rifiuti che riceviamo sono piene di pregiudizi e stereotipi, ossia: “Non affittiamo casa a stranieri perché gli odori della cucina sono forti; non affittiamo a stranieri perché gli africani non pagano e distruggono le case”. Oggi, ci troviamo nella scomoda posizione di fare notare pubblicamente che in Italia il razzismo non sempre viene efficacemente combattuto e prevenuto, pur essendoci tutti gli strumenti giuridici per farlo. Come Comunità Africana valuteremo la possibilità di denunciare quanto accaduto e porre in essere ogni azione finalizzata a ridurre e prevenire forme di razzismo discriminazione. È nostro dovere. I riferimenti legislativi in materia sono numerosi a livello internazionale e nazionale, l’Ontario’s Human Rights Code (codice dei diritti umani), sancisce che ogni persona ha diritto ad essere libera da ogni forma di discriminazione e molestia di tipo razziale”. E aggiunge: Condotte simili a quella posta in essere dal signor/a (proprietario/a dell’ immobile in affitto a Mesagne), violano apertamente l’art. 14 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu) che proclama il “Divieto di discriminazione”. La stessa Costituzione Italiana con l’ art.3 condanna ogni forma di razzismo sancendo che “tutti i cittadini, e per essi si intendono anche gli stranieri sul nostro paese, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione di opinioni politiche di condizioni personali e sociali”. Infine conclude: “L’Italia con la ratifica della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, intervenuta con la legge n. 654/ 1975, la c.d. «legge Reale», prese l’ impegno ad eliminare ogni forma di razzismo. Non possiamo ammettere alcuna forma di costume”.
Drissa Kone: “L’episodio di razzismo accaduto a Mesagne è deplorevole”
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