I LETTORI CI SCRIVONO Egr. direttore, sono il papà di un ragazzo che frequenta il Liceo Scientifico di Mesagne e Le chiedo ospitalità per stigmatizzare una incredibile e molto discutibile vicenda, che sta interessando, in questo particolare difficile momento, la nostra scuola. Il mio disappunto riguarda l’assurda vicenda del luogo individuato per il drive-in dove effettuare, nella nostra città, i test diagnostici per il Covid-19. Per tale necessità, chi di competenza ha ritenuto sistemare il suddetto drive-in sul piazzale esterno della scuola, nelle sue immediate vicinanze e, addirittura, proprio a ridosso dell’entrata e dell’uscita dei ragazzi e di tutto il personale scolastico che vi lavora.
Una struttura sanitaria, quindi, dove far sostare e transitare dei potenziali infetti (forse provenienti anche da paesi limitrofi, atteso il bacino di utenza che il nostro distretto sanitario abbraccia), con personale sanitario che fa la spola da e per l’ospedale, con i campioni biologici prelevati.
Una scelta incredibile e assurda, che mal si concilia con tutto il contesto territoriale, che è prettamente scolastico.
Per sgomberare il campo da ogni equivoco, tengo a precisare che qui non si discute né il fine e né il mezzo rappresentato dal drive-in dove effettuare i test diagnostici, che rappresenta un urgente ed insostituibile mezzo diagnostico e di prevenzione, essenziale ed indispensabile, non solo per la gestione clinica dei pazienti, ma anche e soprattutto per controllare ed arginare l’epidemia. Qui si contesta il luogo individuato dove allocarlo, perché ritenuto sbagliato e rischioso per la comunità scolastica.
Sul punto sarebbe anche opportuno conoscere il pensiero, sia del dirigente che del referente scolastico COVID-19 della relativa scuola, e dei sui organi collegiali, e se tale scelta sia in linea con le tassative disposizioni che regolano le modalità di ingresso/uscita dalla scuola, come dettagliatamente stabilite dal Protocollo d’Intesa approvato dal Ministero dell’Istruzione, al fine di garantire l’avvio dell’anno scolastico, nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19.
A domanda sui motivi di tale scelta, la risposta scontata sarebbe sicuramente quella della vicinanza del luogo individuato all’Ospedale (o quello che resta) di Mesagne.
Ovvia conclusione. Ma assolutamente semplicistica, perché la vicinanza del parcheggio individuato (elemento molto discutibile e facilmente confutabile perché, se non si penserà di far andare a piedi gli operatori sanitari da e per l’ospedale, gli automezzi medici da utilizzare per fare la spola, sempre da e per l’ospedale, dovranno fare il giro di un intero isolato), non può assolutamente giustificare la sistemazione di tale “polveriera”, anche se organizzata nella più totale sicurezza, nelle immediate vicinanze di una scuola, dove, già di per sé, è difficile, per ovvi motivi, garantire il distanziamento fisico, a causa degli assembramenti che si formano sia all’entrata che all’uscita, dei ragazzi e dei loro familiari che li accompagno.
Per non parlare dei vari caroselli di auto che si creano nelle suddette circostanze sul piazzale della scuola, che mal si concilieranno con le altre file di auto in coda, che si formeranno al drive-in.
L’assoluta necessità di tale drive-in diagnostico, estremamente indispensabile in questa terribile pandemia, non può assolutamente e minimamente compromettere la sicurezza dei ragazzi della scuola, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico, né condizionare la loro tranquillità e serenità.
Scontato che il tutto sarà organizzato nella massima sicurezza di tutti, il principio di precauzione impone(va) che la scelta fosse ricaduta su altri luoghi, ben più adatti, che la nostra città offre, anche più appartati dal centro abitato, quindi più rispettosi della privacy delle persone che si metteranno in coda al drive-in, nonché più funzionali alla regolare gestione e regolamentazione del traffico veicolare.
Il posto scelto per allocare il drive-in in questione è sbagliato. Si deve fare altrove.
Non aggiungiamo ulteriore apprensione e rischio per i nostri ragazzi, per le loro famiglie e per tutto il contesto scolastico in questo particolare momento, già di per sé molto difficile.
Una struttura sanitaria, quindi, dove far sostare e transitare dei potenziali infetti (forse provenienti anche da paesi limitrofi, atteso il bacino di utenza che il nostro distretto sanitario abbraccia), con personale sanitario che fa la spola da e per l’ospedale, con i campioni biologici prelevati.
Una scelta incredibile e assurda, che mal si concilia con tutto il contesto territoriale, che è prettamente scolastico.
Per sgomberare il campo da ogni equivoco, tengo a precisare che qui non si discute né il fine e né il mezzo rappresentato dal drive-in dove effettuare i test diagnostici, che rappresenta un urgente ed insostituibile mezzo diagnostico e di prevenzione, essenziale ed indispensabile, non solo per la gestione clinica dei pazienti, ma anche e soprattutto per controllare ed arginare l’epidemia. Qui si contesta il luogo individuato dove allocarlo, perché ritenuto sbagliato e rischioso per la comunità scolastica.
Sul punto sarebbe anche opportuno conoscere il pensiero, sia del dirigente che del referente scolastico COVID-19 della relativa scuola, e dei sui organi collegiali, e se tale scelta sia in linea con le tassative disposizioni che regolano le modalità di ingresso/uscita dalla scuola, come dettagliatamente stabilite dal Protocollo d’Intesa approvato dal Ministero dell’Istruzione, al fine di garantire l’avvio dell’anno scolastico, nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19.
A domanda sui motivi di tale scelta, la risposta scontata sarebbe sicuramente quella della vicinanza del luogo individuato all’Ospedale (o quello che resta) di Mesagne.
Ovvia conclusione. Ma assolutamente semplicistica, perché la vicinanza del parcheggio individuato (elemento molto discutibile e facilmente confutabile perché, se non si penserà di far andare a piedi gli operatori sanitari da e per l’ospedale, gli automezzi medici da utilizzare per fare la spola, sempre da e per l’ospedale, dovranno fare il giro di un intero isolato), non può assolutamente giustificare la sistemazione di tale “polveriera”, anche se organizzata nella più totale sicurezza, nelle immediate vicinanze di una scuola, dove, già di per sé, è difficile, per ovvi motivi, garantire il distanziamento fisico, a causa degli assembramenti che si formano sia all’entrata che all’uscita, dei ragazzi e dei loro familiari che li accompagno.
Per non parlare dei vari caroselli di auto che si creano nelle suddette circostanze sul piazzale della scuola, che mal si concilieranno con le altre file di auto in coda, che si formeranno al drive-in.
L’assoluta necessità di tale drive-in diagnostico, estremamente indispensabile in questa terribile pandemia, non può assolutamente e minimamente compromettere la sicurezza dei ragazzi della scuola, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico, né condizionare la loro tranquillità e serenità.
Scontato che il tutto sarà organizzato nella massima sicurezza di tutti, il principio di precauzione impone(va) che la scelta fosse ricaduta su altri luoghi, ben più adatti, che la nostra città offre, anche più appartati dal centro abitato, quindi più rispettosi della privacy delle persone che si metteranno in coda al drive-in, nonché più funzionali alla regolare gestione e regolamentazione del traffico veicolare.
Il posto scelto per allocare il drive-in in questione è sbagliato. Si deve fare altrove.
Non aggiungiamo ulteriore apprensione e rischio per i nostri ragazzi, per le loro famiglie e per tutto il contesto scolastico in questo particolare momento, già di per sé molto difficile.
Camillo Pugliese
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