Era considerata reato la costituzione di associazione,
la perdita di cittadinanza per tutti quelli dell’opposizione.
Il partito liberale, socialista, comunista disciolti,
connivenza della monarchia e di tanti uomini colti.
Istituito un tribunale speciale per politici reati,
migliaia furono gli oppositori confinati o carcerati.
I giudici, scelti tra i ranghi della milizia fascista,
stilavano di veri o presunti oppositori nuova lista.
Inderogabile la confisca dei beni ai fuoriusciti,
subito tra corrotti gerarchi assegnati o spartiti.
Le sentenze al Duce gradite e con beneplacito della regia corte
fu reintrodotta in una pese civile la pena di morte.
Pasquino, ottobre 2020