(di Gianmarco Dinapoli, direttore de IL7 MAGAZINE) Inserita tra le dieci finaliste dal ministero della Cultura, unica città della Puglia. Entro il 15 marzo la decisione della giuria. E a questo punto nulla è impossibile.
Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Mesagne è una delle dieci finaliste tra le quali verrà scelta la Capitale italiana della Cultura 2024. Sarebbe stato impensabile, solo fino a qualche anno fa. Mesagne era nota sì, a livello nazionale, ma per vicende tutt’altro che lusinghiere.
Mesagne è tra le città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2024: la comunicazione, giunta con nota ufficiale del MiC poco dopo le 13 di lunedì 31 gennaio, ha sprigionato in pochi minuti un clima di festa, che dal messaggio Facebook del sindaco Toni Matarrelli si è propagato a gran velocità grazie al potere dirompente dei social: “Ci abbiamo sperato e creduto, in tanti, tantissimi, mettendoci anima e cuore. Da qualche minuto il sogno è ancora più vicino: il MiC ci ha comunicato che siamo tra le città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura. Che gioia”.
Nella sfida per il 2024, Mesagne dovrà vedersela con Ascoli Piceno, Chioggia (Venezia), Grosseto, Pesaro, Sestri Levante con il Tigullio (Genova), Siracusa, Unione dei Comuni PaestumAlto Cilento (Salerno), Viareggio (Lucca) e Vicenza. “Ci abbiamo sperato e creduto in tanti, tantissimi, mettendoci anima e cuore, ora il sogno si fa ancora più vicino”, ha scritto il primo cittadino, commentando a caldo un risultato che non era affatto scontato, considerato il profilo delle altre concorrenti in corsa per l’ambizioso riconoscimento. “Il lavoro di squadra messo in campo da professionisti qualificati, guidati con competenza e passione dall’arch. Simonetta Dellomonaco, progettista e direttore della candidatura, ha dato i frutti sperati combinandosi alla perfezione con il coinvolgimento attivo degli uffici e di numerose istituzioni, personalità e associazioni, che ci hanno espresso prezioso sostegno contribuendo ad un successo che ci riempie di gioia”, ha aggiunto il primo cittadino.
Durante la conferenza stampa che si è svolta nell’Aula consiliare di Palazzo dei Celestini, è stata l’architetto Dellomonaco a tornare sulle peculiarità di un progetto che ha convinto la Commissione ministeriale, facendo superare l’importante fase e proiettando la candidatura direttamente verso lo sprint finale con cui si decreterà la capitale culturale del Belpaese per il 2024. E sulla qualità di una proposta curata a più mani si è soffermato anche il coordinatore politico di “Mesagne2024”, l’avvocato Marco Calò. “Si tratta di un risultato straordinario, ma non ci fermiamo. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno creduto e che continuano a crederci, ma il riscatto oggi è compiuto”. Da questo momento l’attenzione si sposta sulle date del 3 e 4 marzo, quando gli Enti che hanno superato la selezione presenteranno i propri dossier alla Giuria ministeriale nel
corso di un’audizione pubblica in streaming della durata di un’ora che servirà ai componenti della commissione ad acquisire gli elementi di approfondimento della proposta inoltrata lo scorso 19 ottobre. “Il nostro progetto è innovativo e sostenibile, l’umanità è al centro, non come soggetto ma come percorso di riscatto e di rinascita. Abbiamo oggi la responsabilità di proporre una nuova modalità del nostro agire nel mondo. La cultura, a mio avviso, ha un ruolo chiave in questo momento di grande sofferenza. Ci faremo trovare pronti per la fase finale che ci attende, continuando a sognare e a puntare in alto”, ha concluso l’architetto Dellomonaco nel suo dettagliato intervento.
L’audizione di Mesagne è stata programmata per il 3 marzo, dalle 14 alle 15, davanti alla giuria di sette esperti presieduta da Silvia Calandrelli e che entro il 15 marzo indicherà al ministro Dario Franceschini la candidatura ritenuta più idonea.
La Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico. Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceverà un milione di euro. Scelta da una commissione di sette esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali, la città vincitrice, proprio grazie anche al milione di euro messo in palio, può mettere in mostra per un anno i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.
Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018, Parma nel 2020 che è stata prorogata al 2021 dal Dl Rilancio. Lo stesso decreto ha proclamato, in segno di solidarietà per le vittime della pandemia, Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura per il 2023. Nel 2022 la Capitale sarà Procida.