Aldo Bianchetto (nella foto), un uomo umilissimo, come umilissime erano le sue origini ed i lavori che ha sempre fatto per sopravvivere. Aveva 67 anni ed era conosciuto come Pignataro, soprannome di famiglia. Il padre, che negli anni ’50 per sfamare la famiglia di 7 figli costruiva recipienti in argilla, a mezzogiorno suonava una tromba per chiamare a pranzo a casa (un basso in via Luca Antonio Resta) i figlioletti sparsi nelle viuzze del centro storico. Viveva solo in un basso del centro storico, in vico dei Gaza. Si muoveva con la sua vecchia motoretta per sbrigare piccole faccende che gli commissionavano persone e negozianti del posto. Per un certo periodo ha anche distribuito i quotidiani. Ma era stato sempre affascinato dal circo equense e, per alcuni anni aveva lasciato Mesagne per fare il fachiro in un piccolo circo. In piazza Porta Grande lo conoscevano tutti perché tutti, più o meno, almeno una volta gli avevano affidato una incombenza. Era ricoverato presso l’ospedale Perrino di Brindisi dopo che era stato colpito da una eschemia.
E’ morto Aldo Bianchetto
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