Un bel ricordo che torna alla mente in questi giorni è quello di me sedicenne, presente, il 7 dicembre 1952, nel vecchio teatro Verdi di Brindisi, ormai demolito, per ascoltare il discorso commemorativo del senatore Umberto Terracini in onore del partigiano Vincenzo Gigante (a sinistra nella foto) brindisino. Il teatro era gremito in ogni ordine di posti; moltissima gente poteva anche ascoltare fuori grazie agli amplificatori. Oltre al contenuto dell’orazione mi colpì l’eloquenza sobria, essenziale e ad un tempo elegante del senatore Terracini, che, come ė noto, era un grande giurista e fu anche per un periodo presidente dell’Assemblea costituente. Tratteggiò con minuzia di particolari la figura del martire, che egli aveva rivisto nel 1935 nella casa penale di Civitavecchia. Sarebbe interessante trascrivere tutto il discorso, ma occorrerebbe molto tempo, per cui mi limito a ricordare l’ultimo passo, che riguarda il concetto di socialismo. Il socialismo ė oggi nella vita e nelle opere di immense moltitudini, e si è trasfuso senza remissione finanche nei fondamenti dello Stato italiano riscattato a libertà dall’eroismo del suo popolo. Quando la Costituzione italiana afferma che la nostra Repubblica e la sua democrazia sono fondate sul lavoro, che altro dice infatti se non che al lavoro devono ispirarsi le nostre leggi, ai suoi diritti, alle sue conquiste? E a che altro mira il socialismo se non a fondare la vita associata degli uomini sui principi giuridici e morali cui il lavoro dà giustificazione e avallo? Vincenzo Gigante ė morto per il socialismo e per un’ Italia rinnovata alla luce degli ideali che da esso traggono motivo e forza. E se noi amiamo questa Repubblica, se noi ne difendiamo e difenderemo la Costituzione, è anche perché sentiamo scorrere in essa, ispiratore, il pensiero di Vincenzo Gigante; è perché essa può vivere e operare e progredire solo facendosi custode ed erede del glorioso patrimonio di virtù e di affetti che animò in tutta la sua azione di operaio, di organizzatore e di partigiano, Vincenzo Gigante.
Ermes De Mauro ricorda il partigiano Vincenzo Gigante
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