(di Maria De Guido) È accaduto ancora, da non crederci. A distanza di meno di due mesi, il Salento Fun Park incassa il secondo furto. Nella notte di tre giorni fa, un’altra beffa ai danni di una realtà che dal 2009 si impegna per costruire uno spazio dedicato ai giovani e al loro bisogno di espressione creativa. Un altro scasso, stavolta per portare via la cassa con pochi centesimi e le monete del biliardino. Un’azione balorda e rumorosa contro chi ogni giorno spalanca le porte a tanti adolescenti, senza distinzione di appartenenza sociale, e contro un modello di ispirazione per tutte quelle strutture nate in Italia con analoghe ambizioni. Triste ma vero: mattina, pomeriggio e sera il SFP è una scatola magica per praticare skate, break dance, spray art; dove assistere a spettacoli musicali, mostre d’arte, iniziative culturali senza steccati. Dopo la chiusura, invece, si trasforma in un luogo “a rischio”. Non si rassegnano i tanti che in quel posto ci hanno speso tempo e anima, a partire dal giorno in cui è stato finalmente ridestinato ad un uso sociale. Marcello, Francesco, Valentina, Stefano, Andrea, Marica, Davide, Gabriele, Annalisa sono abituati a lottare. Lottano con allegria e compassione contro il pensiero di chi, a prescindere, non vede di buon occhio un “covo” di giovani appassionati che si adopera per rendere quel luogo un esempio fattivo contro il pregiudizio, che sia questo nei confronti di persone o nei riguardi di talenti e attività non comuni. Difficile da mandar giù tanto accanimento, soprattutto se oltre quel cancello non si è mai negata accoglienza a nessuno, a maggior ragione se squattrinato. Hanno pure imparato a lottare contro la burocrazia degli enti locali, per investire i fondi pubblici che sono stati bravi ad aggiudicarsi. Ma un nemico vigliacco e invisibile, che aspetta che si chiuda per colpire, è prova ancor più dura da combattere. Lo avevano ribadito in modo chiaro a che cosa serva quel posto, l’ultima volta dopo la straordinaria partecipazione registrata per l’evento conclusivo del Salento Fun Rising festival, lo scorso 6 gennaio: “Lo sport, la musica, l’arte – se legati da uno scopo comune – possono unire le persone”. Tra i danni alla struttura e le monete da cinquanta e dieci centesimi portate via, stavolta il danno materiale è di poche centinaia di euro. L’augurio è che ai ladri tornino utili per acquistare supposte contro la stitichezza, inclusa quella delle passioni e dell’ intelletto.
Su dai, siate obiettivi uno che vuol colpire …un esempio fattivo contro il pregiudizio…di talenti e attività non comuni…Hanno pure imparato a lottare contro la burocrazia degli enti locali… questa non lho capita… un modello di ispirazione per tutte quelle strutture nate in Italia con analoghe ambizioni… davvero? …che in quel posto ci hanno speso tempo e anima… lo fanno quasi tutti ovunque su questa terra, visto l’ostentazione …il simbolo di questo E DI QUEL ALTRO e pure di quel altro ancora! non si legge… insieme a sono i primi e gli unici. NON PORTA VIA LE MONETE DA cinquanta… Leggi di più »
Ci mancava Sherlock Holmes adesso!
Ma se volete farvi un buon movimento e avere così credibilità, apritevi anche voi un’ associazione e dimostrate quello che sapete fare utilizzando i canali della stessa!
L’altra sera, come molti di noi stavo guardando una fiction in tv riguardo la dittatura argentina e il mio pensiero si è soffermato sul frame relativo ai militari che facevano firmare il passaggio dei beni dei futuri desaparecidos ad un’associazione culturale che così se ne impossessava, in un tentativo abbastanza goffo, . Ecco non posso fare altro che associare quella situazione a questo link che ho trovato su google. Una situazione che persiste a Mesagne da diverso tempo, dove ogni associazione che nasce vuole aprire l’ombrello sulle altre, non limitandosi apertamente dal fare rumore, e questa tua dichiarazione non è… Leggi di più »
Tesoro cara sarai pure una sostenitrice ma ho hai imparato tutto del mestiere locale o hai le idee un po confuse, …movimento associazione,te ne devi fare una se vuoi riuscire… oh signore ma veramente stò leggendo ciò che stò leggendo?!!
certamente se continuate nell apertura e nella competizione con questi laboratori, capannoni, officine e putee varie e con l’ossessione apparente a voler sostituire industriale o meccanico con SOCIALE be diciamo che un po’ di ripetizione di sindacalismo di base non vi farebbe male!