“L’articolato sistema di imprese appaltatrici locali dell’indotto diretto e indiretto, scricchiola da tempo producendo, nel corso degli ultimi anni, la chiusura di molte imprese ed il conseguente dimezzamento della forza lavoro nell’area industriale di Brindisi – spiega Franco Gentile, presidente della Cna di Brindisi (nella foto) -. L’aspetto assolutamente sorprendente in termini negativi è che in questi anni, pur avendo deciso di cambiare il modello di sviluppo del territorio che ospita una centrale termoelettrica, non c’è stata una contestuale programmazione di sviluppo alternativo e di riconversione industriale, in maniera tale da governare la trasformazione delle imprese e la riqualificazione dei lavoratori, puntando su investimenti realizzabili in tempi brevi in linea col nuovo modello di sviluppo”.
Per il massimo rappresentante del Cna di Brindisi si è preferito far finta di non vedere e si è lasciato che la situazione degenerasse sempre di più per poi rendersi conto che, a breve, la situazione diventerà ingestibile.
Ma ci sarebbe modo di recuperare. “Certo, sbloccando tutte le opere ferme da troppo tempo a causa di lungaggini burocratiche – aggiunge – che potrebbero essere subito cantierizzate. Si vuole puntare sull’idrogeno? I tempi per la sua concretizzazione sono estremamente dilazionati per cui questa è una soluzione a lungo termine non idonea per far fronte alla crisi già in atto. Brindisi é un problema che meriterebbe la massima attenzione del governo nazionale e della Regione. Solo così si potranno evitare ripercussioni gravissime con effetti difficili da gestire”.
Gentile: “Brindisi è un problema che merita l’attenzione del governo nazionale e regionale”
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