Abbiamo rintracciato telefonicamente il prof. Giancarlo Canuto, veterano della nostra scuola. Pensavamo che fosse già andato in pensione, invece deve ancora pazientare un anno. Gli abbiamo chiesto un suo pensiero sugli Esami di Maturità che avranno inizio domani. Ci ha risposto così.
“Gli Esami di Maturità, come li hanno voluti nuovamente rinominare chi ci governa oggi, sono senz’altro un passaggio di routine…ma solo per chi li ha già fatti. Per tutti gli altri, o quasi per tutti, un passaggio difficilmente cancellabile per una marea di ragioni e, forse, quelle scolastiche tra le ultime. Quelle che restano più indelebili solo le paure, le ansie, le incertezze, le richieste di aiuto, le notti insonni che saranno davvero così profonde oltre che intense visto che le ricordiamo dopo decenni ma svaniscono appena usciti dall’aula dopo l’ultima prova.
Aprire un dibattito sulla utilità o meno di questo appuntamento mi appare francamente inutile e soprattutto ha poco valore per chi sa che domani mattina dovrà sedersi a scrivere qualcosa di sensato. Però appare evidente che, serva o non serva questo momento, tutti ci arrivano con la medesima ansia, anche quelli che dissimulano tranquillità e sicurezza. Allora forse sta proprio in questa gestione della propria ansia, e sto per scrivere una cosa non banale ma semplice, tutto il trucco per utilizzare al massimo la propria preparazione accumulata nel percorso o coprire con scaltrezza le lacune (o voragini) mai colmate.
Due esempi tra tutti di buona gestione delle proprie paure. La prima, scherzosa fino ad un certo punto, è stare le ultime 24 ore alla larga dai propri genitori che spesso aggravano. Il secondo esempio riguarda la prima prova. Perché partire col piede giusto aiuta tanto. Sei ore lunghissime che vanno gestiste e la capacità di farlo, per esempio, si vede nel dedicare anche quasi la prima ora alla lettura di tutte le tracce proposte. Perché leggerle e rileggerle non è tempo perso, anzi. Se non capisci che cosa vogliono cosa rispondi? Capire cosa chiedono e solo dopo scegliere la traccia dove senti di poter scrivere meglio e di più.
Consiglio scontato? Assolutamente no. In tanti scelgono la traccia da cui sono colpiti, oppure quella più complicata per avere un voto più alto o quella solo apparentemente più facile. Rifletterci più a lungo prima della scelta è già una ottima gestione della propria ansia da prestazione o – come purtroppo accade – della superficialità di chi non vede l’ora di andarsene. I tanti che proseguiranno all’Università sorrideranno poi di queste giornate perché ne passeranno, ripetutamente, di peggio, ma è proprio quel sorriso che è garanzia per le maturande e i maturandi 2026 che l’Esame, gestito bene, lo si può fare”.