I dimenticati dalla storia. Migliaia di testimoni di Geova tra le vittime della persecuzione nazista. Il 27 gennaio ricorre il Giorno della memoria, una data simbolica per ricordare le vittime del nazismo. Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui, alla fine della seconda guerra mondiale, i cancelli di Auschwitz (Polonia) vengono abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico. Le informazioni che seguono sono tratte da un articolo di Fausto Gasparroni vaticanista dell’Ansa.
Benché questa è una notizia risaputa pochi sanno che tra le vittime dei nazisti ci furono migliaia di testimoni di Geova, che furono perseguitati per la loro fede cristiana. I Testimoni di Geova, allora conosciuti come Studenti Biblici, furono “gli unici sotto il Terzo Reich a essere perseguitati unicamente sulla base delle loro convinzioni religiose”, dice il professor Robert Gerwarth. Il regime nazista bollò i Testimoni come “nemici dello Stato”, afferma la storica Christine King, “per il loro aperto rifiuto di accettare anche gli aspetti più marginali del [nazismo] contrari alla loro fede e al loro credo”.
Per motivi religiosi i Testimoni, che erano politicamente neutrali, si rifiutavano di fare il saluto “Heil Hitler”, di prendere parte ad azioni razziste e violente o di arruolarsi nell’esercito tedesco. Inoltre, “nelle loro pubblicazioni identificavano pubblicamente i mali del regime, incluso ciò che stava accadendo agli ebrei”, ha dichiarato King.
I Testimoni furono tra i primi ad essere mandati nei campi di concentramento, dove portavano un simbolo sull’uniforme: il triangolo viola. Si stima che morirono 1.600 Testimoni, di cui 370 per esecuzione. I nazisti cercarono di infrangere le convinzioni religiose dei Testimoni offrendo loro la libertà in cambio di una promessa di obbedienza. A nessun altro fu data questa possibilità . La dichiarazione di abiura (emessa a partire dal 1938) richiedeva al firmatario di rinunciare alla propria fede, denunciare altri Testimoni alla polizia, sottomettersi completamente al governo nazista e difendere la “Patria” con le armi in mano. (agenzia ANSA del 19/1/2022)
Che brutta storia! Si può pensare che dopo quelle atrocità le nazioni interessati avrebbero permesso ai testimoni di accordargli la dovuta libertà ma ciò non è avvenuto. Quasi subito dopo proprio la Russia mandava i testimoni di Geova in Siberia, nei campi di lavoro, poi dopo che il muro di Berlino cadde ebbero un po’ di libertà . Attualmente in Russia la persecuzione continua e molti testimoni sono in prigione con l’accusa di estremismo.(consultare il nostro web jw.org sezione sala stampa). Estremismo!? Come sopra riportato studiosi hanno accertato che i testimoni di Geova sono riconosciuti come coloro che non imbracciamo le armi, che sono neutrali nei conflitti nazionali e che si sforzano non solo di amarsi l’un l’altro ma che estendono il loro amore al prossimo facendo loro del bene.
Roberto Cavaliere
È proprio vero…i buoni vengono sempre perseguitati..