La Cooperativa sociale San Bernardo ha presentato in III Commissione il progetto “Eras 360 una piattaforma digitale innovativa e integrata per l’implementazione personalizzata e multidisciplinare del protocollo Eras (Enhanced recovery after surgery) con il supporto dell’intelligenza artificiale e della telemedicina”.
Si tratta di una iniziativa che potrebbe essere avviata in via sperimentale nell’ospedale di Francavilla Fontana. Attualmente questa cooperativa gestisce già un progetto di questo tipo in Veneto e sta per avviarlo in Lombardia e in Liguria.
Il programma ERAS
Il percorso Enahnced Recovery After Surgery (ERAS) di recupero ottimizzato, è un insieme di protocolli concepiti per standardizzare le cure mediche, migliorare i risultati e ridurre i costi sanitari.
Si basano su procedure basate sull’evidenza (EBM) per ridurre il trauma chirurgico e il dolore postoperatorio, ridurre le complicanze, migliorare i risultati e ridurre la durata del ricovero ospedaliero, accelerando al tempo stesso il recupero dopo procedure chirurgiche elettive. Il recupero multimodale ottimizzato dopo chirurgia è un approccio integrato e multidisciplinare che richiede partecipazione ed impegno da parte dei pazienti, chirurghi, anestesisti, specialisti del dolore, personale infermieristico, terapisti fisici e occupazionali, servizi sociali e management delle direzioni ospedaliere. Tali protocolli includono molte procedure, tra cui un’analgesia perioperatoria risparmiando farmaci oppioidi, un approccio chirurgico laparoscopico, l’evitare l’uso di sondini nasogastrici e drenaggi peritoneali, una gestione aggressiva della nausea/vomito postoperatori, la rialimentazione orale e la deambulazione precoci.
I criteri di dimissione dopo un percorso chirurgico ERAS sono analoghi a quelli delle cure tradizionali, ma i pazienti che seguono ERAS soddisfano prima questi criteri di dimissione. I protocolli ERAS includono in genere da 15 a 22 elementi o un cluster di essi, per formare un percorso multimodale. Questi elementi attraversano le fasi del preoperatorio, intraoperatorio e postoperatorio. Applicati separatamente, i singoli elementi si traducono in guadagni modesti, ma se impiegati insieme in modo complementare, possono ridurre le risposte allo stress postoperatorio, riducendo così la durata dell’ileo postoperatorio, le complicanze chirurgiche, il dolore a livello delle incisioni chirurgiche, il tempo di recupero e la durata della degenza. Un buon risultato clinico si ottiene con una buona adesione (compliance) al programma ERAS, ritenuta applicando tra 15 e 20 elementi raccomandati; pur non conoscendo il reale contributo clinico di ogni singolo elemento sono stati ipotizzati degli elementi “core”, tra cui la chirurgia laparoscopica.
I risultati del programma ERAS
I dati che emergono dagli studi (anche randomizzati) indicano che l’applicazione del protocollo ERAS (applicato ora in tante specialità chirurgiche, dopo l’iniziale chirurgia colorettale) conduce ad una ridotta incidenza di morbilità, minore durata della degenza ospedaliera, recupero funzionale più rapido e minori costi rispetto ad un’assistenza chirurgica tradizionale.
Nella chirurgia del colon e del retto grazie applicazione del programma ERAS si è registrata una degenza postoperatoria significativamente ridotta (differenza media ponderata -2,28 giorni, IC 95% -3,09-1,47 giorni) e una riduzione complessiva della morbilità (RR 0,60, IC 95% 0,46-0,76) e delle complicanze non chirurgiche (RR 0,40, IC 95% 0,27-0,61), senza osservare un più alto tasso di riammissioni successive alla dimissione.
Recentemente è stata anche pubblicata una meta-analisi di studi randomizzati di chirurgia addominale o pelvica che hanno applicato ERAS, che ha dimostrato – in sottogruppi di pazienti operati per patologie del colonretto – una significativa riduzione dei tassi di infezioni polmonari, del tratto urinario e del sito chirurgico associate all’assistenza sanitaria.
Infine, oltre ad una minore morbilità osservata ed ad una degenza ospedaliera più breve, molti altri risultati vengono raggiunti, tra i quali:
una ridotta durata dell’ileo postoperatorio; una conservazione della massa corporea magra e delle capacità fisiche (miglioramento della forza fisica); ripresa precoce delle proprie attività lavorative e soprattutto essere in grado di affrontare in una ottima condizione fisica e psicologica eventuali trattamenti oncologici adiuvanti (chemio e/o radioterapia) in tempi più rapidi dopo l’intervento chirurgico senza subire gli effetti collaterali possibili (con indubbi vantaggi in termini di raggiungimento di dosi e frequenza).
Il dipartimento assunta la disponibilità della Asl di Brindisi e dell’ospedale di Francavilla Fontana, dovrà verificare la compatibilità con le altre piattaforme già operanti e con le risorse strumentali e tecnologiche utilizzate nella Regione Puglia. Si tratta di approfondimenti tecnici e non politici.