I LETTORI CI SCRIVONO Caro Direttore, a proposito dell’articolo “Mesagne, città della Cultura” o “Città dei tavolini” apparso giorni fa, è fuor di dubbio che i tavolini siano oramai il tratto caratterizzante di Mesagne. Strade chiuse per far loro posto, con il relativo disagio dei residenti, Centro storico inibito a qualsiasi passaggio, non ultimo espropriazione di quello che è il simbolo della Città, e cioè la Villa comunale. Quindi strade chiuse, schiamazzi oltre l’orario consentito dalla Legge, passaggi inibiti a fa posto a tavolini che sino ad un certo orario, presumibilmente coincidente con orari di “probabili”, ma INESITENTI CONTROLLI, rispettano le norme Anti Covid riguardanti il distanziamento, ma che da un certo orario in poi, proliferano come funghi a dispetto di qualsiasi norma.
Di fronte a tale scempio (ricordiamoci le esternazioni a tal proposito di Michele Placido a proposito di “Mesagne Città della Cultura”), cosa può fare il cittadino, se sono proprio gli Organizzatori nonché i Governanti con seguito, che non lesinando la loro presenza in tal ambito, ne avvalorano i contenuti?
Può solo cercare, individualmente, di gestire il proprio disagio, cercando poi, nelle opportune situazioni, far comprende re che in una Comunità è bene attivare tutti gli strumenti finalizzati alla crescita economica, ma è altrettanto importante che nel fare ciò, non si superino determinati limiti di tollerabilità.
Ma forse ci si sta preparando alla stesura del programma in vista della candidatura di “Mesagne Capitale della Cultura” la cui tematica predominante sarà i “TAVOLINI”.



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Io personalmente mi vergogno ad avere visto trasformare questa città in questo modo.
Basta guardare! Chi sembra un complemento d’arredo di certi bar!
Ai ristoranti meno, perché devono trovare qualcuno che “offra”.
Mi domando cosa ci trovano a mangiare tra gente che ti gira intorno E PRIMA della pandemia…
A tavola se mi gira una mosca roba da prendere il fucile!