
Come titolare il pezzo. “Scoditti sull’orlo del baratro?” “La Giunta Scoditti cade in un…Hotel?” richiamando alla mente altre e più piccanti abitudini politiche che avvengono in albergo. Oppure ancora: “Cade la Giunta Scoditti. Tutti a casa alla vigilia della Madonna del Carmine”.
Per chi non ha assistito o ascoltato via etere ieri sera i lavori del Consiglio comunale, spieghiamo subito che è stata la fase più acuta della crisi che regna nella maggioranza di centrosinistra o, come dicono nel Pd, della Giunta Sel con l’appoggio esterno del gruppo Vizzino (come definirlo diversamente).
Alla fine l’abbiamo letta così: “Il capolavoro del professore”. Come lo chiama il capogruppo del Pdl. Per rispetto umano. E politico, aggiungiamo noi. Un titolo che ieri sera c’era tutto.
Solo contro tutti. Contro Sindaco, Sel, gruppo Vizzino, i resti dell’opposizione, rimasta orfana su quel punto all’ordine del giorno di chi poteva competere ai livelli del Professore.
Il Professore ha giocato di fino. Da stratega. Da solo, a capo di una pattuglia sempre più malridotta.
“Perché a questo punto il Pd non ha più nulla da perdere. E allora perché chinare ancora la testa. Se vogliono salvare la poltrona si dovranno adeguare. Diversamente tutti a casa”.
E’ quanto abbiamo letto.
Gli altri si sono dovuti adeguare. Tutti. Nessuno escluso. Anche i massimi livelli della struttura amministrativa che ha cincischiato e ingoiato bocconi amarissimi. La conferma, se ce ne fosse bisogno, che le fortune di un Sindaco passano anche attraverso l’apparato tecnico-amministrativo.
Il Pd, cioè il Professore, ha rotto ogni indugio. Ed è passato all’attacco dopo tre anni e mezzo di tentennamenti.
Lo si è capito subito quando il Professore ha spiegato che se c’è ancora una Giunta monca non è un problema del Pd ma del Sindaco “che – ha detto – può nominare anche questa sera il sostituto del dimissionario assessore alle Politiche Sociali”.
Già prima, quando il Presidente del Consiglio ha letto la lettera dell’ultima consigliera dimissionaria, aveva definito “grigia” la Giunta Scoditti; ha proseguito quando, 7 voti contro 5, ha fatto eleggere il giovane segretario di partito e consigliere comunale in seno alla commissione comunale per le Pari Opportunità anziché il candidato del gruppo Sel-Vizzino; quando, dopo aver elencato tutti i perché la convenzione con l’Hotel Cappuccini va rivista, ha annunciato le sue dimissioni da Capogruppo del Pd.
Il Presidente del Consiglio ieri sera ha faticato tantissimo. Ha fatto di tutto ed ha coperto più ruoli: ha attaccato, ha coperto in difesa per 90’, si è persino sostituito a Buffon. Esausto ha chiesto “time out”. Aveva tutte le ragioni. Ed ha salvato capra e cavoli. Per adesso.
Se ne riparlerà dopo la Madonna.
Siamo certi che il sindaco Scoditti tenterà di ricucire una tela ridotta a brandelli. Avrà pochissimo tempo e non avrà la serenità per scrivere il discorso che pronuncerà in piazza Porta Grande al momento della consegna della chiavi della città alla Madonna.
Mai come questa volta potrà dire: “la Modonna sapi”. Nella foto di Ivano Rolli, un momento del consisglio comunale di ieri sera.