Non si erano ancora spenti i riflettori sulla kermesse con Pippo Civati che ha acceso (in tutti i sensi) i riflettori dello stadio di calcio. Noi che ne abbiamo tante (tutte) non temiamo smentite: in questa due giorni Matarrelli si è superato. Mai avevamo visto una manifestazione con tanta partecipazione come quella di ieri sera. C’erano tutti, allineati e coperti. Tutti precettati: in campo, in panchina e sugli spalti. In campo il sindaco Molfetta e il consigliere regionale Vizzino. Ai bordi del terreno di gioco tutta la Giunta, tutti i Consiglieri comunali eletti e trombati (ma risarciti). Alcuni indossavano la maglia celebrativa della manifestazione, consiglieri ed assessori sono arrivati con moglie e figli. Poi associazioni di volontariato, parrocchie, associazioni sportive, cooperative, Croce Rossa, Croce Verde, Croce Amica, ecc. Dell’opposizione neppure l’ombra. Solo Fernando Orsini, relegato in tribuna. La segreteria del Pd era impegnata a preparare il programma per il weekend democratico indetto in Puglia e il volantino che sarà distribuito domani. Ma anche a controllare l’illuminazione pubblica da due mesi è spenta di via Verdi, via Po, via Tevere e di tutto il resto dell’isolato. “Chiedi all’assessore Librato di inserire anche questo problema nella sua narrazione di bellezza della nostra città”, ci ha whatsappato lo storico Mario Ignone. Accontentato.
Abbiamo vissuto il ventennio Bardaro e quello degli ex amici Faggiano-Franco. Non so se vivremo anche il ventennio Matarrelli. Questo di Toni ci sembra molto simile a quello di Bardaro. Quando Elio conquistò Mesagne, prese tutti i voti della destra ma anche un bel po’ di quelli con la falce e martello. Seimila voti che però non seppe gestire perché pensò di poter fare a meno dei capi storici della balena bianca. Così Senato e Regione restarono un sogno nel cassetto.
Anche Toni ha raggruppato sotto la sua ala protettiva la destra, parte della sinistra e i camaleonti della politica mesagnese. Toni, però, a differenza di Bardaro, ha centrato sia la Regione che Montecitorio. Forse è stato più andreottiano che doroteo. Se diventerà “andreottiano doc” lo sapremo nei prossimi due anni. Dopo aver sgambettato (giustamente) Vendola, ha tentato la carta Migliore-Renzi votando l’Italicum. Ora ha sterzato a 360° su Emiliano-Civati. Ma non ha votato la legge sulla stabilità e la sfiducia alla Boschi.
Mannaggia abbiamo divagato molto. Torniamo alla manifestazione di ieri sera. C’erano tutti? No. Mancava Piro. Strano perché Maurizio ha un passato calcistico di portiere. Forse era impegnato a recuperare il Centro storico dopo le bordate di fischi (leggi parolacce) presi dai commercianti? Sarà? O forse stava cercando di convincere Fabio Marini ad indossare i panni di Babbo Natale promettendogli di accompagnarlo vestendosi da Befana. Comunque ieri sera in piazza Orsini c’erano solo 10 (dico dieci) persone, compresi noi 6 che, però, eravamo solo di passaggio. Erano più numerose le auto parcheggiate, compresa l’ammiraglia degli organizzatori della partita. Potenza del potere. I vigili? Erano impegnati in piazza Porta Grande a liberare l’area per il Coccodrillo. Chissà se il comandante Fantasia nella ormai quasi pronta relazione di fine anno inserirà quanto ha guadagnato il Comune dalle multe fatte grazie al Coccodrillo. E se per dipanare i debiti facesse istallare in città un bel numero di Coccodrilli? E’ un’idea. Uno riservatelo per l’atrio del municipio.
Mannaggia. Abbiamo di nuovo divagato. Torniamo alle partite. Ha aperto le marcature con una palombella Gigi Orlandini. Magico. Poi l’episodio che dovrebbe far riflettere: mister Matarrelli dopo pochi minuti ha richiamato in panchina il sindaco Molfetta. Pompeo non potrà dire di non aver avuto avvisaglie.
Abbiamo scherzato. Buon Natale. Scusate, dimenticavo di scrivere chi ha vinto il torneo. Matarrelli. Naturalmente.


Certo che di capolavori se ne vedono ultimamente.