IL “CASO DECARO” IN PUGLIA E’ LA TESTIMONIANZA DI UNA PROFONDA CRISI DEI PARTITI, CONDIZIONATA DALLA PRESENZA DEI POTENTATI POLITICI.
Come cittadini elettori di Puglia siamo arrivati ad un livello alto di sopportazione per quanto sta riguardando il “caso Decaro”, un caso che non si riesce a governare politicamente per questioni di risentimenti personali, politici e di debolezza delle Segreterie regionali e nazionali dei partiti.
Il primo partito coinvolto è il PD, ma il caso va sicuramente esteso a tutti i partiti e liste civiche alleati del centro sinistra ed, anche, del centro destra.
Questo è un “gioco forza” sul quale, la gran parte degli attori che ruotano intorno ai partiti e alle liste civiche, aspettano la determinazione del caso per poter innescare la propria strategia politica nella coalizione di appartenenza.
La prima considerazione che faccio su tale caso in Puglia è che, purtroppo, non esiste una legge elettorale e regionale a tutela degli elettori. Le leggi esistenti sono appositamente studiate ed elaborate per scelta politica dei partiti, che mirano a non tener conto del giudizio popolare e, soprattutto, a mantenere in piedi un sistema di governo politico dei pochi che si alimentano, a secondo le convenienze, dell’apporto di liste civiche appositamente costruite per le occasioni dai potenti personaggi che vivono di politica e ne traggono interesse, la cui intenzione è quella di arraffare voti e preferenze ad ogni tornata elettorale.
Tutto, diventa un abuso nella politica e toglie credibilità e partecipazione ai cittadini, i quali, loro malgrado, assistono passivamente nel tempo al degrado politico, ad un indebolimento del loro diritto di rappresentanza e di scelta nelle istituzioni.
Ecco perché, negli anni ultimi, abbiamo assistito ad un calo significativo di partecipazione al voto degli elettori, causa principale dell’allontanamento dei cittadini dalle istituzioni.
Le leggi elettorali, infatti, non prevedono l’obbligo, a chi viene eletto alla carica di rappresentanza in una istituzione pubblica (Parlamento nazionale ed Europeo, Regione, Comune), di permanere fino alla chiusura del mandato. Si è azionato il marchingegno tecnico e politico delle dimissioni anticipate e ciò ha significato, per l’elettore, la perdita e l’annullamento della propria scelta di rappresentanza politica.
Un esempio emblematico è il caso del Sindaco di Mesagne, che è stato suffragato con il 95% dei consensi ed in assenza di una legge che lo vincola per 5 anni, lo stesso potrebbe candidarsi al Consiglio Regionale della Puglia se si dimette un mese prima dall’attuale incarico. Questa sua scelta, però, snatura la valutazione di scelta politica e di rappresentanza degli elettori e, in particolare, è causa di una potenziale crisi di rappresentatività nell’istituzione Comune.
Il “caso Decaro” non sarebbe stato un caso, se lo stesso, eletto come parlamentare europeo appena un anno fa, fosse obbligato per legge a terminare i 4 anni di rappresentanza nella istituzione europea.
Un fatto personale, anche se teoricamente accettabile, condiziona e viola un diritto costituzionale di altri.
In questo caso voler fare a tutti i costi una forzatura sulle decisioni dei partiti e coalizioni, a me sembra essere un atteggiamento prepotente da parte del Decaro, che, al contrario, dovrebbe decidere subito se candidarsi o meno alla carica di Governatore della Puglia nella coalizione di centro sinistra.
Strategicamente il PD intende riportare questo caso nella coalizione, scaricandosi la responsabilità politica di decisione, che solo al PD interessa. Cosa potranno dire i partiti alleati se non quello di proporre le “primarie” e con le primarie si ponga fine alla diatriba per accontentare Decaro, Emiliano e Vendola ?
La coalizione del centro destra rimane a guardare, dando l’impressione di attendere il ricompattamento degli attori principali? Penso proprio di no. Il centro destra, sicuramente, intende attuare una strategia per decidere il proprio candidato Governatore. Una scelta appositamente conseguente “al caso Decaro” per decidere il più accreditato Governatore da contrapporre, sostenuto dai candidati più influenti dei partiti al consiglio regionale, prima di dare il via alla campagna elettorale.
Latiano lì, 27/08/2025 autore : Cosimo Longo Interesse Pubblico – Gruppo Politico