A dicembre il Comune di Mesagne torna in tribunale dove è stato citato in giudizio per mobbing dal suo ex funzionario l’arch. Savino Martucci (nella foto). Nella riorganizzazione dei Settori e del personale all’interno della macchina amministrativa del Comune l’architetto Savino Martucci non ha ritrovato il suo posto di lavoro. Invece quando sembrava che il percorso giudiziario sarebbe finito con una transazione, il reintegro dell’architetto e un risparmio per il Comune di circa un milione di euro, si torna punto e a capo.
Lo scorso 9 marzo Martucci aveva presentato istanza presso il giudice del lavoro di Brindisi per essere reintegrato dal Comune di Mesagne con la medesima funzione e le stesse funzioni che ricopriva fino all’aprile 2003. In contemporanea aveva denunciato il Comune per mobbing. Il sindaco Molfetta, che in un primo momento aveva annunciato la sua disponibilità a risolvere il contenzioso con il professionista mesagnese, lo scorso 7 luglio dichiarò al giudice del lavoro di non avere la disponibilità di bilancio per versare i circa 200 mila euro chiesti dall’Inps per i contributi non versati negli ultimi 5 anni. Quindi propose a Martucci un incarico temporale legato alla sua consigliatura. Proposta che Martucci rifiutò perché – disse – sarebbe rientrato nei ranghi del personale comunale solo con il riconoscimento del mobbing in quanto voleva che gli fosse stato riconosciuto il torto che aveva subito. Ora la controversia aperta da due anni rischia di protrarsi per altri 4-5 anni, in media i tempi della giustizia italiana. Controversia che, molto probabilmente, il sindaco Molfetta lascerà al suo successore. Come dire: chi vivrà vedrà.
Per la cronaca l’architetto Savino Martucci si dimise dall’incarico nel 2008 ma sua vicenda ebbe inizio nel 2003 quando fu sospeso cautelativamente dal servizio in quanto coinvolto in un procedimento penale. L’inchiesta successivamente si concluse con la completa riabilitazione del professionista e persino con le scuse del pubblico ministero. Nel frattempo al Comune il suo ruolo era stato occupato da un altro professionista. Poi, con Incalza sindaco, la situazione peggiorò al punto che Martucci fu privato anche dell’ufficio. Da questa situazione la decisione di dimettersi definitivamente. Due anni (2014) il sindaco Scoditti richiamò Martucci come consulente esterno per la gestione del dissesto statico del centro storico.