Matilde Mazzolani (nella foto), romana residente a Mesagne dal 2006, abita nel centro storico, in piazzetta dei Ferdinando. Nove anni addietro comprò una casetta e la ristrutturò per trasferirsi nella nostra città. “Sono nata a Roma che, però, è ormai invivibile. Qui a Mesagne, invece, ho ritrovato la solidarietà e l’amicizia di tanta gente che mi è vicina”. Ieri, però, improvvisamente anche Mesagne è diventata invivibile. Perché? “Perché nelle ore più calde, ad iniziare dalle ore 13, c’è stata una continua interruzione dell’energia elettrica. A mio avviso lo sciame di interruzioni sono più pericolose così come gli abbassamenti di potenza elettrica che spesso non si notano e colgono l’utente assolutamente impreparato”. Matilde non vuole farne un caso personale. Ne parla solo per spiegare la pericolosità di questo disservizio. Ha una figlia, Maria Rosa, 31 anni, che soffre di insufficienza respiratoria. E’ una ragazza disabile che almeno tre volte al giorno è costretta a fare la ventilazione forzata. “Se va via la corrente elettrica, la macchinetta per la ventilazione forzata emette un suono d’allarme che spaventano la ragazza con conseguenze che sono immaginabili”. In quei frangenti Maria Rosa rischia di andare in apnea. Due anni addietro Maria rosa fu ricoverata proprio per questo motivo. Lo stesso discorso vale per l’ascensore. “Quanto è accaduto ieri ha un risvolto umano e direi anche penale – continua Matilde -. Questi disservizi mettono a rischio vita della gente”. Ieri, terminato il blackout elettrico, Matilde ha telefonato al call center dell’Enel. “Con questi signori si può parlare solo attraverso il call center. Mi è stato chiesto di tutto – continua – Persino il codice fiscale di mia figlia dopo che avevo spiegato perché avevo telefonato. Ho dato pazientemente tutte le informazioni. A cosa servissero non l’ho capito”. E poi? “E poi tutta trionfante l’operatrice telefonica mi ha detto che tutto era a posto”. Tutto a posto cosa? “Ho spiegato che volevo spiegarle la pericolosità delle micro interruzioni di energia elettrica e che avevo diritto ad un servizio adeguato. Questa gente fa finta di non capire. Parlano di emergenza caldo. Ma quale emergenza? Era annunciato da almeno 10 giorni che sarebbe arrivato un caldo terribile. E allora, questa non è più una emergenza; era una situazione di crisi che si poteva e si doveva prevenire. Bisognava fare una ordinanza municipale che regolasse l’uso dei condizionatori d’aria: almeno si poteva tentare da parte sia delle autorità locali che da parte dell’Enel si prevenire questo grave disagio che, ripeto, rischia di mettere a repentaglio la vita delle persone. Si doveva prevedere e prevenire, e non è stato fatto. Ma sa quanta gente ammalata è accudita in casa ed è tenuta in vita da apparecchi elettrici? Che le linee siano vecchie a noi non interessa: paghiamo fior di quattrini con bollette sempre più esose. Non bisogna aspettare che avvengano questi drammi”.
Solito paese dei furbi, mi dispiace ma purtroppo è cosi