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Ieri sera è stata inaugurata la nuova illuminazione della Porta Grande. Alla cerimonia erano presenti numerosi amministratori tra cui il sindaco Pompeo Molfetta e l’assessore Palma Librato che è stata una delle più convinte sostenitrici dell’opera. Presenti i soci dell’associazione “I Vitruviani”, dell’Ance Brindisi, i rappresentanti della Scuola edile di Brindisi, dirigenti e responsabili del Comune tra cui l’arch. Marta Caliolo che, pazientemente, ha seguito e coordinato i lavori. Porta Grande, riportata dopo anni all’antico splendore, da ieri è diventata il simbolo più luminoso della città impegnata a recuperare anche il senso di appartenenza alla nostra comunità. Porta Grande, situata in piazza Vittorio Emanuele II, fu edificata nel 1784 sui resti di una antica porta. La ricostruzione di Porta Grande fu commissionata dall’Università di Mesagne. Porta Grande, racchiusa tra le ante di un massiccio portone, resta oggi la principale testimonianza di quella che fu la cinta muraria, con le sue torrette ed i suoi camminamenti. Porta Grande, detta anche Porta Napoli, secondo quanto riportato in atti notarili dell’epoca, presentava epigrafi, bassorilievi, l’arme civica e quella dei feudatari dell’epoca. Faceva probabilmente parte dell’imponente circuito murario di cui venne dotata la città di Mesagne a partire dal XIII secolo, difeso da un fossato e numerose torri di guardia. L’attuale porta
è realizzata in conci di carparo lasciati a vista. La chiave di volta dell’arco presenta lo stemma dell’Università di Mesagne, raffigurante una palma con due spighe di grano. L’altro ingresso, invece, a sud del centro storico, denominato Porta Piccola, è oggi scomparso. Da Porta Grande si accede al centro storico di Mesagne.
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