Nella foto che una nostra lettrice ha inviato in redazione si vede la meravigliosa e caotica bellezza delle spiagge libere.
Dopo il “Caro Mare” dell’estate 2023, da più parte si chiede una corretta gestione del demanio. Esiste una rete nazionale “Mare Libero” che sta organizzando varie manifestazioni in tutta Italia. Lo slogan coniato: “Presa della battigia”. “Il sole è di tutti, il mare è di tutti, le spiagge sono di tutti. Siamo ormai arrivati ad avere anche una ingiusta tassa sul mare”, protestano gli organizzatori contro i prezzi alti nei lidi privati. E’ polemica sulle ordinanze. “Non sono d’accordo, il mare fa parte della mia città, non possono negarcelo. Dopo il mare, vogliono farci pagare anche l’aria che respiriamo?”. Elisabetta, cappellino giallo in testa, grandi occhiali di sole, promette battaglia per difendere la sua spiaggia libera. “Il mare è di tutti e non solo di chi può pagare. Sono mesagnese e sono nata su questa spiaggia dove da bambina mi portavano i miei genitori”. “Giovanni Verga ne I Malavoglia – dice – scriveva che il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”. Le petizioni popolari a difesa delle spiagge libere contro l’eccessivo numero di concessioni e contro l’eccessiva privatizzazione delle spiagge stanno ottenendo grande successo. Sono in tanti ad aderire. “Le nostre belle spiagge pugliesi, dall’Adriatico allo Jonio, devono essere utilizzate da tutti i cittadini in modo uguale. Bisogna garantire uno spazio adeguato per i cittadini che non devono essere costretti a pagare per usufruire del mare. Deve essere garantito l’accesso a tutte le persone”, conclude Elisabetta.
Il mare è di tutti, non solo di chi può pagare
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I “lidi” sono tutto abusivi! Perché TUTTI quelli che si sono messi dentro, sono lì senza gara pubblica.
Pagano l’equivalente di una paga mensile di un bracciante agricolo come affitto di suolo pubblico, da decenni!
E basta guardare ai controlli fatti pochi giorni fa che ne hanno trovato 1 su 3 con ulteriori abusivismi vari, facciamoci due conti