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Riceviamo e pubblichiamo una approfondita analisi sulla situazione politica italiana da parte del Movimento “A Sinistra” che, ahimè, continua il suo “fragoroso” silenzio sulla situazione politica mesagnese. Due dirigenti provinciali del Movimento “A Sinistra” sono l’ex vice sindaco Giancarlo Canuto e l’ex assessore Fortunato Sconosciuto che solo qualche anno addietro hanno governato la nostra città. Sarebbe interessante ed utile per i cittadini mesagnesi avere un’analisi altrettanto approfondita dell’attuale governo del sindaco Molfetta. Sarebbe stimolante al dibattito politico locale conoscere una loro valutazione dell’impegno a livello regionale e parlamentare di Vizzino e Matarrelli. In attesa, ecco il documento.
“Una chiave di lettura per interpretare l’attuale quadro politico ed i suoi possibili sviluppi non può che essere il risultato del Referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, con eccessiva frettolosità archiviato. Un risultato che ha in parte bloccato un percorso di regressione accelerata della vita democratica del Paese, di cui è stato ultimo, ma pervicace protagonista l’ex governo Renzi, abile nello stesso tempo nell’assecondare i processi di frantumazione della vita sociale e nel favorire una torsione verticistico-gerarchica di Amministrazioni e servizi pubblici.
Il voto del Sud e dei giovani, in modo particolare, ha riproposto con forza l’urgenza di questioni politiche e sociali drammatiche: proprio per questo non poteva non determinare alcune reazioni che vanno configurando un quadro politico tuttora in movimento, dagli esiti per alcuni aspetti imprevedibili. Lo scenario, in via di scomposizione e probabile ricomposizione, sembra collegarsi ad alcuni elementi e nodi che riemergono nelle loro problematicità.
Il primo è costituito dal PD renziano dopo le ultime trionfanti primarie. Temiamo che si tratti di una guida e di un partito che, probabilmente, davanti alla sconfitta del Referendum, continuerà ad alzare un muro di gomma, nel rifiuto di fatto della sconfitta e di una risposta ad essa con una analisi approfondita e un conseguente cambiamento di linea e di contenuti politici. E potrebbe rafforzare il “Patto del Nazzareno”, nonché dispiegare un nuovo ventaglio di politiche neo-liberiste dopo quelle che hanno già impoverito il mondo del lavoro, larga parte del ceto medio, il sud e i giovani.
Un secondo elemento è costituito da un consenso sempre più consistente che, stando ai sondaggi, sembra conseguire il” Movimento 5 Stelle”, che va radicalizzando alcune forme di lotta politica nella società e nelle Istituzioni. Certo è difficile scorgere in esso una forte idea politica fondativo-propositiva che costituisca un riferimento chiaro per gli sviluppi di contenuti politici tra loro logicamente compatibili, cosa del resto non facile in anni di profonde e continue trasformazioni nella vita economica, nelle relazioni sociali, nel costume e nella mentalità. Anche se all’interno di questa forza politica il limite forse più rilevante rimane l’auto-presentazione e l’auto-compiacimento di proporsi come comunque autosufficiente, con la conseguenza che, se gli elettori non daranno ad essa la maggioranza assoluta, la stessa non sarà mai a servizio del Governo del Paese.
Un terzo elemento post-referendario è in via di determinazione nell’area della sinistra, quella a cui apparteniamo: si tratta in sostanza di un’area che, con le sue diverse espressioni e modalità, si è di recente ritrovata nella lotta per la difesa della Costituzione condotta dal Comitato nazionale per il NO.
Tale sinistra politica, ancorché frantumata e altamente conflittuale al suo interno, ha bisogno prima di tutto di esistere, e per esistere le è necessario ancorarsi ad un’idea-guida, un orizzonte comune minimo in cui riconoscersi, per avere una qualche possibilità di essere incisiva nel porsi a servizio di un nuovo protagonismo sociale di milioni di donne e di uomini che pongono, talvolta in modo frammentario od occasionale, domande di emancipazione da forme antiche e rinnovate, quanto raffinate, di alienazione e degrado. Proprio per questo non può misurare il suo respiro sull’onda corta di un immediato impegno elettorale; ha bisogno di pensieri lunghi, quelli che nascono dalla passione con cui rileggere la propria complessa storia con atteggiamento critico e sereno. E dentro questa storia ritrovare radici ideali, la speranza e la dignità riconquistate da uomini e ceti considerati naturalmente incapaci e perdenti, e riconoscere limiti ed errori nelle culture politiche e nell’impegno pratico-organizzativo, sì da aggiornare contenuti e obiettivi che devono riproporre al centro la difesa e l’esercizio dei diritti sociali, a partire da politiche fiscali e tributarie che siano informate a “criteri di progressività” come recita la Costituzione, dopo che sono stati ampiamente ridimensionati o svenduti: il lavoro, la salute, l’istruzione, la valorizzazione dei corpi intermedi e dell’associazionismo.
La sfida sui contenuti, come le proposte e l’urgenza di una nuova militanza, sono una cosa così difficile e impegnativa, e il quadro politico è così mobile e poco prevedibile che precostituire in questo momento le alleanze politiche sembra prematuro e forse fuorviante. E a chi comprensibilmente verrebbe da chiederci se e in quale dei movimenti e gruppi sopra richiamati ci ritroviamo, avvertiamo di rispondere che, nel nostro piccolo, vorremmo spenderci per un obiettivo in cui tanto continuiamo a tenere: realizzare il massimo della convergenza possibile tra tutte le forze dell’area progressista e di sinistra”.
Fortunato Sconosciuto – Movimento A Sinistra – Brindisi
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