
Il sindaco Franco Scoditti risponde alla lettera che don Pietro De Punzio, vicario foraneo della chiesa mesagnese, gli ha inviato nei giorni scorsi sulla vicenda della scuola paritaria Mons. Armando Franco che ha ricevuto una ordinanza di sgombero dei locali situati occupati da 11 aqnni presso l’ex scuola media Marconi. Questo il testo della lettera.
“Ho letto con molta attenzione la nota da Lei inviatami, unitamente ai reverendi parroci e sacerdoti della Vicaria foraniale di Mesagne, con la quale fa presente alcune osservazioni e valutazioni in ordine alla recente vicenda riguardante la scuola paritaria “mons. Armando Franco”, nei cui confronti l’Amministrazione comunale ha emesso di recente una ordinanza di sgombero dei locali situati nella ex scuola media “G. Marconi”, a sua volta dalla stessa concessi secondo disposizioni contenuti in atti amministrativi.
Come Ella sa l’Amministrazione comunale non può e non è mai entrata nel merito delle attività formative e didattiche delle Istituzioni scolastiche, siano esse pubbliche o paritarie, dalle stesse svolte in autonomia e nel rispetto della libertà di insegnamento, essendo suo compito quello di coordinare e raccordare Piani e Progetti delle varie scuole per meglio servire l’esercizio del diritto allo studio in un territorio ben preciso. Nello stesso tempo non può che far piacere leggere o ascoltare apprezzamenti per quanto esse realizzano e, nel caso specifico, per l’opera educativa che svolge la scuola “mons. Armando Franco” così come chiaramente si coglie dalle Sue espressioni. Si tratta comunque di attività e apprezzamenti che poco o nulla hanno a che fare con l’ordinanza sindacale la quale si fonda sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza ed incolumità all’interno di un edificio sottoposto, e da sottoporre, a importanti lavori di ristrutturazione.
Sento perciò il dovere di offrire alcune precisazioni sia per rammentare i termini di un rapporto intercorso tra due Enti autonomi, l’Amministrazione comunale e l’Istituto “mons. Armando Franco”, sia per dissipare l’equivoco, come può emergere dalla Sua lettera, che l’Amministrazione comunale abbia compiuto un atto improvvisato, irresponsabile, privo di motivazioni amministrative, con lo scopo di colpire gratuitamente una scuola, “privandola” dei locali che ha utilizzato per 11 anni, e perciò commettendo un ingiusto provvedimento di “estromissione”.
- Le Amministrazioni che si sono succedute dal 2002 ad oggi hanno concepito e di conseguenza regolamentato l’atto di concessione delle aule della ex scuola media “Marconi” all’Istituto paritario “mons. Armando Franco” come fatto eccezionale e limitato nel tempo, con lo scopo di favorire, senza alcun pregiudizio, la nascita di una nuova scuola, né statale né comunale, ma privata e poi paritaria, che sarebbe stata capace, dopo alcuni anni, di “camminare da sola”. Come è già possibile che avvenga visto che le iscrizioni sono cresciute negli anni e gli studenti pagano un contributo mensile, cui sono da aggiungersi le quote versate dai privatisti che sostengono gli esami di Stato, nonché i regolari contributi statali;
- l’Amministrazione comunale, per responsabilità e competenze proprie, è direttamente interessata all’utilizzo di tali locali per finalità istituzionali, sociali e educative rilevantissime, certamente collegabili anche con quelle di una scuola superiore paritaria, con la quale non sono immediatamente identificabili. Del resto, per quanto mi risulta, non ci sono comuni che concedono gratuitamente, e a tempo indeterminato, edifici pubblici (e relative utenze) per la istituzione di scuole superiori private;
- la Deliberazione n. 46 del 20/03/2003 affida per cinque anni alcuni locali della ex scuola media precisando tuttavia, al punto 2.g, che “l’Istituto è obbligato a restituire i locali non appena l’Amministrazione dovesse richiederli”. Le Amministrazioni comunali successive alla data di scadenza dell’affidamento delle aule hanno prorogato di anno in anno la concessione della stessa senza assumere provvedimenti di media durata perché prevedevano un diverso utilizzo delle aule (delibera n. 202/2009 e delibera n. 206/2010);
- la scuola “mons. Armando Franco” ha accettato pienamente tali decisioni dell’Amministrazione comunale ed è stata sempre a conoscenza dell’uso limitato nel tempo che avrebbe fatto di quelle, a seguito della volontà amministrativa espressa e tradotta negli atti firmati.
Sembra perciò ingeneroso e scarsamente legato ai fatti l’accusa nei confronti dell’Amministrazione comunale di aver commesso un atto ingiusto: sono sicuro invece che le varie amministrazioni compresa quest’ultima da me presieduta abbiano avuto un’attenzione particolare nei confronti di una scuola come quella intitolata a “mons. Armando Franco”o che ha contribuito ad avviare e far crescere, concedendo per 11 anni gratuitamente i locali e assumendosi l’onere delle forniture agli stessi connessi.
Con riferimento, in ultimo, al rilievo mosso di non consentire all’associazione “mons. Armando Franco”, di essere ospitata nella struttura così come sono ospitate altre associazioni, è appena il caso di ricordare che una scuola è cosa ben diversa da un’associazione e che, comunque, se l’associazione “mons. Armando Franco” avrà bisogno di una stanza certamente ci sarà modo e tempo, anche a breve, per rispondere a tale esigenza.
Mi è gradito infine cogliere l’occasione per ringraziare Lei, i parroci e i sacerdoti della Vicaria di Mesagne per il servizio educativo che offrono nelle parrocchie e nelle associazioni presenti in esse e nella stessa Vicaria; spero di interpretare i sentimenti diffusi nella città nell’esprimere la riconoscenza mia e dell’Amministrazione tutta per un’opera insostituibile di vicinanza ai cittadini e alla loro crescita umana e civile”.
Questa è la risposta del Sindaco…
… Manca la lettera inviata da Don Pietro…:
Perchè la gente sia correttamente informata l’informazione deve essere completa ed imparziale, anche a costo di dispiacere a qualcuno.
L’informazione incompleta o parziale diventa facilmente “propaganda”. …
… Naturalmente non entro nel merito della questione, visto che abbiamo ascoltato solo “una campana”…