“Il tempo, nello sport, è spietato. Cancella risultati, cambia protagonisti, riscrive classifiche. Ma ci sono persone che dedicano una vita a custodire ciò che il tempo non deve portare via”.
“E’ quanto scrive il nostro amico carissimo Franco Castellano, storica firma della Gazzetta del Mezzogiorno e, da sempre, amico del basket brindisino e mesagnese. Franco da oltre 70 anni vive di basket. Quello pugliese, in particolare. Atleta, dirigente e presidente dell’Angiulli Bari, giornalista, ha raccontato generazioni di giocatori, allenatori e società che hanno scritto la storia della nostra pallacanestro. Ma se gli chiedi quale sia il valore più importante che lo sport gli abbia insegnato, non ti parlerà di vittorie o di trofei. Ti parlerà di rispetto.
“E’ quanto scrive il nostro amico carissimo Franco Castellano, storica firma della Gazzetta del Mezzogiorno e, da sempre, amico del basket brindisino e mesagnese. Franco da oltre 70 anni vive di basket. Quello pugliese, in particolare. Atleta, dirigente e presidente dell’Angiulli Bari, giornalista, ha raccontato generazioni di giocatori, allenatori e società che hanno scritto la storia della nostra pallacanestro. Ma se gli chiedi quale sia il valore più importante che lo sport gli abbia insegnato, non ti parlerà di vittorie o di trofei. Ti parlerà di rispetto.
Rispetto per gli avversari, per le regole, per chi apre ogni giorno le porte di una palestra e dedica il proprio tempo ai ragazzi. Perché, come ama ripetere, lo sport deve formare persone prima ancora che atleti. L’Angiulli, per lui, non è stata soltanto una società sportiva. È stata una seconda casa. Il luogo dove ha imparato che una maglia non si indossa soltanto: si appartiene a una storia, a una comunità, a un insieme di valori che hanno il dovere di essere tramandati.
Da giornalista ha raccontato campioni e imprese, ma il suo sguardo è sempre rimasto rivolto anche a chi lavora lontano dai riflettori: dirigenti, allenatori, volontari. Sono loro, secondo Franco, ad aver costruito il vero cuore del basket pugliese, fatto di sacrificio, passione e silenziosa dedizione.
C’è una frase che racchiude il senso del suo percorso: “Servire lo sport e non servirsi dello sport”.
Una filosofia semplice, ma oggi più attuale che mai. Perché ogni incarico, ogni ruolo e ogni responsabilità sono solo un prestito. Il compito di ciascuno è lasciare lo sport un po’ migliore di come lo ha trovato.
Forse è questa l’eredità più preziosa che Franco Castellano consegna alle nuove generazioni. Non misurare una carriera con le coppe vinte, ma con i valori che si riescono a trasmettere.
Perché le partite finiscono. I valori restano. E c’è chi dedica un’intera vita a custodirli.