La maggioranza che sostiene il sindaco Pompeo Molfetta dal maggio del 2015 ha deciso. La settimana prossima presenterà la mozione di sfiducia. Sarà sufficiente che la metà più uno (otto consiglieri) del Consiglio comunale firmi dinanzi al Segretario Generale. Chi sono i firmatari? Eccoli: Toni Matarrelli, Gino Vizzino, Giuseppe Semeraro, Antonello Mingenti, Elvira Zurlo, Antonio Esperte e Alessandro Cesaria dei gruppi di maggioranza. Francesco Mingolla e Alessandro Pastore del Partito Democratico. L’incontro programmato per lunedì 21 gennaio alle ore 19.00 sul Palazzo di Città è stato annullato su richiesta di alcuni consiglieri che hanno voluto evitare il “faccia a faccia” con il Sindaco. Mentre il consigliere comunale Gianfrancesco Castrignanò non ha ancora deciso da che parte stare, Alessandro Campana ha preferito restarsene sull’Aventino così come Vito Lenoci, fraterno amico del Sindaco che, per evitare di restare impantanato nella diatriba, da qualche tempo ha diradato la sua partecipazione. I due consiglieri di opposizione del centro destra, Carmine Dimastrodonato e Mauro Resta, hanno dichiarato di voler restare estranei a quella che hanno definito “una congiura di palazzo”. Sulla stessa posizione sarebbero anche gli altri due consiglieri del Partito Democratico, Fernando Orsini e Rosanna Saracino.

Si erano tanto amati. Da sinistra Molfetta, Matarrelli e Vizzino.
Ma quali sono i motivi che porteranno i mesagnesi alle elezioni anticipate del prossimo maggio? La situazione ormai degenerata nel “cartello” che portò Molfetta a diventare primo cittadino. I suoi consiglieri comunali sono dell’avviso che se non ci siano più le condizioni per continuare, che è preferibile non prolungare l’agonia. Il loro rapporto con il Sindaco è rotto da tempo. Ogni giorno che passa ogni argomento diventa motivo di litigio con il rischio di sfilacciare anche i rapporti umani. In Giunta si lavora male, si procede solo con l’ordinaria amministrazione senza un minimo di programmazione. Un peccato? Si poteva finire tranquillamente la legislatura?
L’opinione pubblica – inutile nascondersi dietro ad un dito – ha da tempo “bocciato” l’Amministrazione Molfetta sulla quale era state poste molte speranze.
E allora è meglio chiudere subito e tornare alle urne. Portarla avanti così, con un altro anno e mezzo di legislatura tra fazioni, scontri e litigi, non conviene a nessuno. In primis non conviene alla città.
Tra l’opinione pubblica è diffusa anche la convinzione che la caduta di Molfetta sia un piano architettato dall’ex onorevole Matarrelli che – libero da impegni istituzionali – vuole riprendere la corsa dallo scanno di primo cittadino. Può anche darsi. Saranno i mesagnesi a decidere. Un dato è certo: l’amministrazione Molfetta è stata sempre in affanno, ha cambiato una miriade di assessori, ha dimostrato di non essere all’altezza di governare la città.
Se è stata colpa di Molfetta o una congiura di palazzo, ripeto saranno gli elettori a deciderlo.
Il maggior partito di opposizione – il Pd – si è sfilato dalla contesa – quasi fosse estraneo – e sta pensando solo al congresso interno che a Mesagne sarà celebrato domani e al quale non parteciperanno Mingolla e Pastore, in rotta ormai con il loro ex partito. La sfiducia al sindaco Molfetta l’avrebbe dovuta prendere proprio il primo partito di opposizione per poi spiegare – in campagna elettorale – che la coalizione messa in piedi tre anni fa da Matarrelli e Vizzino ha portato la città al Commissario Prefettizio. Non è forse questo il sacrosanto compito di un partito di opposizione? Ma tant’é. La verità è che a Mesagne, come in tutto il Paese, il Pd è diviso, impelagato alla ricerca di un gruppo dirigente che lo faccia uscire dalle secche. E, probabilmente non è pronto a presentarsi alle elezioni anticipate, non ha un candidato spendibile (si fa addirittura il nome dell’ex democristiano Nicola De Guido), forse non è pronto neppure a presentare una lista credibile. Ecco perché avrebbe preferito che Molfetta continuasse a (non) governare Mesagne, restandosene alla finestra come ha fatto in questi ultimi tre anni, in attesa di tempi migliori. Il centrodestra? Il Movimento 5 Stelle? Mesagne in Comune? Non pervenuti. Un deserto. E’ questa la vera forza di Matarrelli e Vizzino che si stanno attrezzando per governare Mesagne nei prossimi anni.
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Ognuno di loro può avere una sua motivazione per sfiduciare il sindaco Molfetta, a mio avviso resta il fatto che neanche questi firmatari sono da considerarsi personaggi politici validi, dovrebbero pensare ad allontanarsi.
Siamo stanchi di sentirne anche solo parlare, sono stati in amministrazione per anni e non sono stati capaci di risolvere nulla. Sul serio vogliamo pensare ad altri cinque anni in queste condizioni o peggio?