L’8 marzo delle donne dell’Atletica Mesagne quest’anno ha avuto il sapore autentico della fatica e della sfida, lontano dalla retorica e dai simboli convenzionali. Niente fiori, ma chilometri da percorrere nel fango, nella terza tappa della Cross Cup Brindisi, ospitata tra i vigneti delle suggestive Tenute Bellamarina. La pioggia caduta copiosa durante la notte aveva trasformato il percorso in un tracciato insidioso, rendendo ogni metro una lotta contro il terreno scivoloso. Le atlete e gli atleti mesagnesi, tuttavia, non si sono lasciati intimorire, tra pozzanghere fangose, filari di ulivi e curve che sembravano pretendere una prova di forza ad ogni passo, hanno dato il meglio di sé, lasciando che il respiro si confondesse con l’odore della terra bagnata e che le scarpe affondassero nel fango, segno tangibile di una determinazione che non conosce ostacoli.
In queste condizioni proibitive, l’Atletica Mesagne ha conquistato la scena, primeggiando sulle venti società avversarie. Ben trentatré atleti hanno tagliato il traguardo, portando la società al primo posto nella classifica generale e collezionando dodici podi, una superiorità frutto di impegno quotidiano e spirito di squadra. Sul podio sono saliti Massimo Buzzacchino, primo tra gli SM35, Andrea Loffredo, primo SM50, Alice Edwige Diviggiano, prima nella categoria SF, Gaetana Fasano, prima SM45, Roberta Scafa, prima SF55, e Rossella Debenedittis, prima SF65. Hanno conquistato il secondo gradino Francesco Caliandro tra gli SM45, Laura Leo fra le SF40, Rita De Tommaso fra le SF55 e Patrizia Prezioso fra le SF60, mentre Martina Nigro tra le SF e Donato Risolo tra gli SM75 hanno centrato il terzo posto.

Luca Pacciolla e Francesco Capuano
In una giornata spesso avvolta dalla retorica, le donne dell’Atletica Mesagne hanno scelto di correre, di sfidare se stesse e gli elementi, dimostrando che la parità si costruisce anche nella fatica condivisa, nella forza del gruppo e nella determinazione personale. Il loro 8 marzo non profuma di mimose, ma di terra e sudore, di sorrisi conquistati e di orgoglio. E forse, proprio tra le vigne fangose di Bellamarina, la festa della donna ha trovato un nuovo significato, meno simboli, più passi decisi verso il traguardo.

Gaetana Fasano

Francesca Cecere

Chiara Cellino

Alice Edwige Diviggiano

Martina Nigro e Francesca Cecere

Massimiliano Cacciatore

da sx Angelo Epifani, Antonio Maci, Giovanni Guarini Roberto Demilito e Donato Risolo