La Banca del Tempo di Mesagne argomento di tesi all’Alma Mater Studiorum di Bologna. Attiva a Mesagne – nell’ambito delle attività promosse da Opificio Sociale – la Banca del Tempo è diventata argomento di tesi per il corso di alta formazione della Scuola di Scienze politiche dell’Università di Bologna, sede di Forlì. La sociologa Anna Elisa Alfonsetti (nella foto) ha svolto l’esperienza di stage – prevista al termine del percorso accademico diretto dal professor Costantino Cipolla – presso l’immobile di via Giuseppe Trono confiscato alla mafia e restituito alla collettività nel maggio 2014. L’argomento finale – presentato all’assistente alla direzione Everardo Minardi e al tutor accademico, professor Walther Orsi – è stato dedicato alla correlazione “risorse di tempo e capitale sociale”, in particolare all’esperienza di promozione della Banca del Tempo a Mesagne.
Come si legge nel lavoro finale, “è facilmente ipotizzabile che questo tipo di risposta alternativa ai bisogni sociali, e in parte economici, possa aver attecchito maggiormente nelle realtà più dinamiche e più eterogenee dal punto di vista della composizione demografica e sociale, quindi culturalmente più attrezzate ad accogliere nuovi modelli organizzativi”. L’esperienza mesagnese è stata scandagliata, rivelando le possibili ragioni per le quali l’istituto della BdT ha conosciuto in loco freni che necessitano ancora di essere allentati. Si tratta di resistenze di tipo culturale che trovano origine anche nelle peculiarità di un associazionismo che è rimasto spesso ancorato alla matrice del volontariato di origine cattolica e raramente si è dotato di riferimenti diversi. L’istituto della Banca del Tempo rifugge il concetto di dono fine a se stesso, evoluzione del binomio gratuità/carità, per ambire alla costruzione di una proposta alternativa di sistema economico. L’elemento base che regola le transazioni non è il denaro ma l’unità di tempo scelta, che ha sempre lo stesso “valore” e prescinde dalle competenze messe a disposizione da chi richiede lo scambio. La possibilità che l’esperienza della Banca del Tempo a Mesagne cresca, sembra essere legata all’impegno che i cittadini attivi sono disposti ad investire; si tratta di un esperimento destinato a modificare la realtà associativa attuale e che potrebbe dare risposta alla domanda di partecipazione, e di bisogni, che negli anni è andata maturando. A tale scopo, Anna Elisa Alfonsetti ha tracciato una mappa delle risorse sociali con cui si sono sviluppate proficue forme di collaborazione e di altre con cui queste si potrebbero sviluppare in futuro. Il risultato, che è una linea di start più che di arrivo, è variegato: mondo produttivo, volontariato e cultura, informazione. L’humus per ambire ai pieni voti, come è stato per il suo approfondimento, c’è tutto.
La Banca del Tempo all’università di Bologna
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Le tesi da che mondo è mondo le possono fare tutti, anche al Alma Mater Studiorum di Bologna, che in altre parole si può dire pure Università di Bologna.
Questa Bdt nella fattispecie cosa ha fato fino ad ora nel territorio?