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Finisher” si definisce chi arriva al traguardo di una maratona. Sono stati 9 “finishers” mesagnesi facenti parte dell’associazione Atletica Mesagne-Avis: in ordine alfabetico Gianluca Basile, Maurizio Bocina, Francesco Convertini, Angelo Deluca, Giovanni Guarini, Domenico Magrì, Marco Magrì, Damiano Pacciolla e Cosimo Perez della 23° Maratona di Roma (42,195 km). La quinta maratona più bella e famosa al mondo, unica per il percorso che si sviluppa tra monumenti di assoluta bellezza, per l’affluenza di atleti da ogni parte del mondo. Il diario della giornata.
“Domenica 2 aprile 2017, data indimenticabile, sveglia ore 5.30, colazione, preparativi nella propria stanza d’albergo adempiendo ai propri riti scaramantici abituali prima di ogni gara: stendere la divisa sul letto, applicare il pettorale facendo attenzione a non coprire il main sponsor “Mondo Fitness” che ha sostenuto gli atleti in tutta la fase della preparazione, calzare con estrema cura ed attenzione le scarpe stringendo le stringhe con quella tensione giusta tanto da non sciogliersi in gara, ma non tanto da non far circolare il sangue. Una volta riuniti nella hall dell’albergo, i nove “finishers” mesagnesi sono saliti sul furgone noleggiato con destinazione Colosseo-Foro Imperiale, parcheggiano il più vicino possibile al punto dello start, circa 4 km soprattutto per facilitarne il ritorno dopo i 42 km. Si incolonnano ed entrano ordinatamente nelle “gabbie”, così si indicano i corridoi predisposti per accogliere i 16.000 atleti. A destra e sinistra decine di tir ben parcheggiati ed allineati, predisposti dalla perfetta organizzazione ed adibiti a raccogliere e custodire per la durata della gara gli zaini contenenti il ricambio degli atleti. Avanzano in gruppo come antichi gladiatori, centinaia di squadre da ogni parte del mondo, centinaia di colori, decine di lingue e dialetti, un piccolo mondo a sé, la tensione sale, abbozzano sorrisi ad Alessandro Carluccio, questa volta fotografo ufficiale per le foto ricordo. Si salutano con un abbraccio e si dividono: Bocina, Deluca e Guarini destinati alla griglia con pettorale verde, mentre Basile, Convertini, Magrì, Magrì, Pacciolla e Perez alla griglia con pettorale arancio. Viene intonato l’inno di Mameli, migliaia di persone cantano a voce alta ed è già emozione. Il primo via per le Hand bike, il secondo via dopo 5 minuti per il via dei top runner, e così ogni 5 minuti dopo il via per i pettorali blu, verdi ed arancio. 3-2-1 via: si corre, i primi metri in gruppo, poi i “magnifici nove” si disperdono: la confusione, il proprio ritmo detta la distanza, inizia a piovere. Si sapeva. Continuano senza farci caso, ma al 10° km diventa un vero e proprio temporale con tuoni e fulmini, l’acqua li bagna completamente e i tanto temuti sampietrini diventano un serio pericolo. Ogni 5 km ci sono i rinfreschi, acqua, sali minerali e anche frutta a pezzi il tutto in gran quantità. Bevono in bicchieri di plastica cercando di non fermare le gambe: potrebbero non ripartire più. Corrono, tanta gente grida il loro nome: non capiscono, poi ricordono che sul pettorale c’è il loro nome e li ringraziano con un sorriso. Non pensavano che il solo sentirsi chiamare ed incitare, il solo battere il cinque ai bambini potesse rigenerare energia e coraggio, tanta gente è per strada, lì sotto l’acqua per incoraggiarli e gridare “daje”. C’è musica dappertutto, banda della polizia, dei carabinieri, addirittura la pizzica, basta guardarsi intorno per vedere americani, cinesi, giapponesi, inglesi, francesi, sud-africani, kenyoti e australiani, ci si urta involontariamente con il gomito e ci si chiede scusa in tutte le lingue o con un semplice gesto o sorriso. Oggi sono tutti uguali, gareggiano tutti insieme contro il tempo. Sono l’unica squadra che rappresenta Mesagne. A pochi metri di apre Piazza San Pietro: restano a bocca aperta. Una coppia di giapponesi interrompe la corsa per farsi fotografare da qualcuno del pubblico. La mente è ancora fresca ma il corpo, dopo 30 km., inizia a stancarsi e manda strani messaggi al cervello: “ora inizia la Maratona”, zuppi di acqua, sferzati dal vento, decine di runners iniziano a ritirarsi fermandosi al bordo strada prontamente soccorsi, saranno alla fine in 3000 a venir meno. Quando vedi qualcuno ritirarsi, pensi che potrebbe accadere anche a te. Ma i “nostri eroi” ma sono motivati, fermamente convinti a concludere l’impresa. Se lo sono promesso, deve concludere la maratona tutti e nove ad ogni costo. Stringono i denti e così arrivati in piazza di Spagna mancano solo 2 km all’arrivo, la pioggia non dà tregua. Qualcuno è vittima di crampi: Guarini ha la caviglia gonfia e dolente per una brutta distorsione rimediata all’11° km e procede con la sola voglia di completare questa amata-odiata Maratona. Tagliano il traguardo ognuno a modo suo: chi sorride, chi alza le braccia al cielo, chi le allarga, chi piange. Damiano fa il segno della croce e porta la mano al cuore per stringersi al Padre per “il suo tempo trovato”. Distanziati tra di noi a pochi minuti, la pioggia impedisce di aspettarsi a vicenda e così singolarmente ritirano la medaglia, la coperta termica e si incamminano verso il punto di incontro, il furgone. E’ fatta. Sorridono, si abbracciano, si asciugano e, finalmente, indossano qualcosa di asciutto. Sono 9 finishers: hanno portato a termine qualcosa di molto importante. Ma è ancora solo l’inizio. L’Asd Atletica Mesagne ha come scopo principe di avvicinare i giovani all’atletica, la disciplina più antica e nobile dello sport.
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