Situata in uno snodo principale del traffico cittadino, la Chiesa dell’Immacolata è posizionata a cavallo tra la piazza Vittorio Emanuele II (porta grande) e la villa comunale. Il bene di grande pregio architettonico è stato l’oggetto di un recente restauro che ha ripristinato l’antico valore degli elementi architettonici e della loro stratificazione storica.
Il Convento a Mesagne sorge nei primi anni del XV secolo come dimora di una piccola comunità di nove padri conventuali, seguaci della regola di S. Francesco d’Assisi, ad opera di F. Luca da Copertino, del Provinciale P. Marino da Bari e dei coniugi mesagnesi Ajmonetto San Giorgio e Maria Prima de Maja, molto devoti di S. Francesco. Essi ottennero il primo agosto 1425 l’autorizzazione dal Pontefice Martino V (1417-1431), per la costruzione del nuovo convento Francescano, da edificarsi, poco distante dalla loro abitazione, a ridosso della già esistente chiesa di S. Maria di Nazaret.
Inizialmente, infatti, la chiesa era intitolata a Santa Maria di Nazaret e solo successivamente venne dedicata all’Immacolata Concezione.
L’attiguo convento dei francescani neri, danneggiato dal terremoto del 20 febbraio 1743, fu restaurato e consolidato dai mastri muratori Basilio e Valentino de Virgilijs di Oria per il corrispettivo di settantacinque ducati.
Nei primi anni del XIX secolo, cioè qualche anno dopo la soppressione dell’Ordine, avvenuta il 7-8- 1809, venne adibito a sede della Gendarmeria Reale e a casa di arresto; in seguito, dopo il 1860, in un periodo di abbandono, fu venduto a privati cittadini.
Il piano terra fu adibito prima a stalla, poi a trappeto, indi ad abitazioni. Il primo piano servì fin dall’inizio a dare alloggio ai senzatetto; dal 1922 fu attrezzato ad albergo e, con varie ristrutturazioni, è ancora oggi adibito a tale uso.
A destra vi è la chiesa ad aula unica, secondo la tipologia canonica delle fabbriche francescane, lunga circa 19 metri e larga 9; quattro grandi arconi scandiscono le pareti laterali, determinando delle piccole cappelle nelle quali, a partire dalla prima dopo l’ingresso, sono collocati gli altari. Alle spalle del monumentale altare, realizzato con pregiati marmi intarsiati, vi è il coro alla cui sinistra troviamo un piccolo ambiente adibito ad ufficio del religioso reggente, e sulla destra, in un ambiente più grande, la sagrestia adibita a ”Biblioteca Ecclesiastica”. Alle spalle del presbiterio, nel coro, sono conservate tre tele di autore ignoto, ed in questo ampio salone fino a qualche anno fa veniva realizzato un artistico presepe mobile.
