La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la Legge regionale sulle dimissioni 180 giorni prima di un sindaco che vuole candidarsi al Consiglio regionale. La notizia é stata pubblicata sul sito della Corte costituzionale alle ore 13,15. La Legge regionale della Puglia prescriveva che il Sindaco che voleva candidarsi alla carica di Consigliere regionale o presidente della Regione Puglia, doveva dimettersi 180 giorni prima dalla data delle elezioni tenute precedentemente. Poiché le elezioni si erano tenute il 21 settembre del 2020, i Sindaci si sarebbero dovuti dimettere il 24-25 marzo. Il ricorso era basato sulla diminuzione dell’elettorato passivo dei Sindaci e avrebbe portato i Comuni al Commissariamento per periodi molto lunghi senza che i Sindaci, peraltro, avessero la certezza di essere candidati e senza sapere quale sarebbe stata la data effettiva delle elezioni.
La Corte Costituzionale ha ritenuto che non essendoci la certezza di essere candidato, ha valutato irragionevole che un Sindaco debba dimettersi 6 mesi prima senza avere nessuna certezza. Di fatto ha confermato la legge precedente che prevedeva le dimissioni 30 giorni prima.
In Puglia ci sono tantissimi Sindaci che vogliono candidarsi al Consiglio regionale e possono farlo dimettendosi in un tempo ragionevole, 40-50 giorni prima della data delle elezioni che deve essere fissata dal Presidente della Giunta regionale. L’ultima data utile per andare a votare é l’ultima domenica di novembre 2025, il 23 o il 30. Questo significa dimettersi a metà settembre.
Tutto sommato, e detto sottovoce, anche la Regione Puglia sapeva che la Legge presentata era incostituzionale, tanto é vero che non si era neppure costituita. In conclusione si é trattato di un tentativo dei Consiglieri regionali uscenti di salvaguardarsi il posto, avendo il timore di non essere rieletti soprattutto se si presentano Sindaci che hanno una certa popolarità quale é – per esempio – Toni Matarrelli. Ma non solo.