Oggi 15 novembre, terza domenica del mese, si sarebbe dovuto tenere a Mesagne la tradizione “Fiera del cappotto”. Novembre era il periodo più adatto per commerciare prodotti da utilizzare per l’ormai imminente inverno. La fiera prende il nome proprio dall’esigenza degli abitanti che, in vista dell’inverno, si ritrovano la terza domenica di novembre per acquistare nuovi indumenti invernali, come il cappotto, che dà il nome all’evento che vive ancora e conserva intatta quella tradizione che funge da attrattivà anche di natura folkloristica. Ogni anno a novembre, infatti, sono tantissimi i visitatori che giungono a Mesagne per fare i loro acquisti. Era quasi un dovere di ogni buona famiglia mesagnese rispettare la tradizione di fare una passeggiata in fiera detta volgarmente anche “la fera ti li tanta culi” perché si svolgeva nel centro storico della città dove, entrando da Porta Grande, c’era il cosiddetto struscio. A causa della pandemia quest’anno la fiera è saltata e le donne sono rimaste tranquille a casa senza che le fosse “palpato” il sedere.
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