Tiziana Mingolla (nella foto) – uno scricciolo di ragazza dotata di un’energia mentale non comune – coltiva tra le tante passioni quella del fumetto. Il suo stile non è facilmente classificabile: istintivo ma raffinato, dotato di grande realismo, molto illustrativo ma non fotografico e dal tratto non opprimente; insomma “fumettistico”. Da circa tre mesi la piccola Stano, versione nostrana e ben più giovane del noto disegnatore dell’antieroe Dylan Dog, ha miscelato – in un’osmosi delicata e perfetta – la sua passione per tavole e matite con quella dell’impegno sociale. Avvalendosi della misura a lei più adatta – tra quelle previste nel piano europeo conosciuto in Italia come Garanzia Giovani, adottato dalla Regione Puglia per favorire
l’orientamento e l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani tra i quindici e i ventinove anni – Tiziana è impegnata nella realizzazione di laboratori creativi di disegno e colore che diventano storie, grazie alle attività con i minori ospiti delle strutture a carattere residenziale gestite della cooperativa sociale “Divenire” di Mesagne. Tra gli obiettivi vi è la realizzazione di un fumetto. Geniale la proposta della cooperativa di chiedere un tirocinante per un progetto così originale. E come ogni fumetto che si rispetti, i passaggi sono stati tutti onorati, a partire dalla scelta della storie, sceneggiate e commentate, che hanno già prodotto sette tavole destinate almeno a raddoppiarsi. “Le parole sono importanti, se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non si capisce più niente” fa dire Gino Strada a Mago Linguaggio, nel racconto che ha scritto insieme a sua figlia Cecilia per spiegare ai bambini il significato di parole come “diritti”, “pace”, “uguaglianza”. Il racconto del medico fondatore di Emergency è stato scelto – dai ragazzi della comunità e dall’èquipe professionale della cooperativa – come uno dei canovacci attorno al quale realizzare le innovative attività che si stanno svolgendo, utile quindi per estrapolare vissuti e tracciare percorsi di umanità possibile. La storia scaturisce dal tentativo di rispondere alla domanda dei ragazzi “cosa sono i diritti umani”. A pensarci bene, trovare una risposta corretta non è affatto semplice neanche per i grandi, perché si finisce comodamente per confondere i diritti con i privilegi. Nei bozzetti già messi a punto, appare un probabile mago Linguaggio irritato dagli uomini che non utilizzano in modo corretto le parole da lui create e che decide così di scombinare ogni lettera. La condizione posta agli uomini esasperati da tanta confusione, per rimettere a posto le parole e con loro il mondo, è che queste vengano usate con il loro giusto significato. Le parole – si sa – possono confondere o confortare, manipolare o dipanare; nessuno può farne a meno. Come non ricordare il consiglio che senza mezzi termini arrivava da don Milani, un po’ di anni fa? “Ogni parola non imparata oggi è un calcio nel culo domani”. Non è mai troppo tardi per trarne insegnamento.
La meglio gioventù: la cooperativa “Divenire” e il “Mago Linguaggio”
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