(di Norma De Francesco) Mille interrogativi, mille curiosità hanno attanagliato e traghettato le menti dei bambini della scuola elementare “Giovanni XXIII” e “Giovanni Falcone” di Mesagne con la venuta dell’ingegnere Nando Tagliacozzo (nella foto), ebreo romano e testimone indiretto in quanto familiare di ebrei deportati (padre, sorella, nonna e zio) e mai più tornati dopo il 16 ottobre 1943, data della grande deportazione degli ebrei da Roma. Il suo ritorno nella nostra città (era già venuto per tenere un seminario per i docenti) è giunto a conclusione di un percorso formativo (Progetto “bambine e bambini di fronte alla Shoah) che si è snodato non lungo il corto sentiero della “celebrazione”, ma in una ricerca di senso vero e proprio, un percorso formativo che ha attraversato trasversalmente discipline e contenuti che difficilmente in quinta elementare avremmo percorso in modo intenzionale. L’offerta formativa si è infatti nutrita di una diversità di fonti che partendo da contenuti storico-sociali-letterari, ha scelto di “rompere” alcuni stereotipi come quello della celebrazione del 27 gennaio o quella del “tedesco cattivo”. Ci si è occupati del secolo ‘900, questo grande sconosciuto, in esso i totalitarismi, la seconda guerra mondiale e la Shoà. Due gli elementi che hanno supportato le nostre scelte:
1) Il sentiero di Cittadinanza e Costituzione;
2) le scelte personali della scuola dell’autonomia, particolarmente sostenute dal Dirigente Scolastico dott. E. Marinò, di una istituzione che non segue le mode pedagogiche, ma si rinforza nell’ottica di sistema formativo integrato col proprio territorio e con il contesto più ampio.
Il percorso si è snodato dalle loro esperienze rispetto alle vite che conducono, alle abitudini, ai modi e agli stili di vita. La questione dei pregiudizi continua a manifestarsi a partire dalle nostre classi, dai loro piccoli contrasti quotidiani. Successivamente, con letture appropriate, ci si è confrontati spazialmente con alcune realtà differenti affinché, attraverso un paragone, un termine di confronto, si potesse mettere in evidenza come il tema dei diritti ancora oggi, non è garantito a tutti e non è uguale in tutte le parti del mondo
Si sono analizzate la carta dei Diritti Universali e la nostra Costituzione in un confronto tra presente e passato che ha alimentato la riflessività. Infine si è esaminata una delle pagine più brutta della nostra storia scegliendo accuratamente il cosa, il come ed il perché dare: LA SHOA’. Si è trattato di mediare i contenuti e le fonti rispetto alle fasce di età, con grande consapevolezza, senza nascondere, ma trovando al momento opportuno, “una via di uscita”. Un cammino che ha condotto i bambini verso la riflessività ed il pensiero etico. La scuola rappresenta il luogo fondamentale dove i ragazzi possono apprendere, sperimentare, conoscere la democrazia: è proprio la Scuola della Repubblica. Ma la nostra scuola è davvero democratica?
Tutti hanno la stessa possibilità di accesso al sapere, al saper fare, al saper essere? Tutti hanno pari opportunità di maturare competenze disciplinari e civiche? Oppure si è rimasti al lontano ’67, quando Don Lorenzo Milani descriveva con efficacia il “Pierino del dottore” ed i “Giovanni” che magari non sono più i contadini di allora, ma comunque, cittadini di serie B: poveri, emarginati, nomadi, stranieri, …. e quelli che la circolare sui BES ricomprende in questa categoria definendoli in svantaggio “socio-economico-linguistico-culturale”. Dunque, difronte all’interrogativo “potrebbe succedere ancora?” si sono aperte le pro- positività rispetto a ciò che ognuno di noi può fare. A tenerci compagnia in questo percorso, il Comune di Mesagne (mediante una serie di iniziative promosse dalla Biblioteca Comunale) ed il nostro instancabile Presidente del Consiglio Comunale, dott. F. Orsini, vera e propria sentinella sui temi della legalità e della sicurezza! Le contaminazioni avute con le classi quarte e quinte del liceo scientifico di Mesagne (che in questi anni si è misurato, ha sperimentato ed ha investito molto sui ragazzi relativamente a questi temi) hanno favorito una maggiore coesione e completezza nell’esperienza svolta che, per questo fine anno scolastico, culminerà, a giugno, con una rappresentazione in cui i bambini ed i ragazzi, utilizzando gli strumenti espressivi diversificati, potranno continuare a lanciare messaggi di pace e propositività sul cammino della speranza e del cambiamento affinché, finita l’era dei testimoni, si possa continuare a “stare all’erta”, diventando costruttori di pace, seminando e germogliando fin dalla più tenera età.